sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Liana Milella

La Repubblica, 25 gennaio 2023

L’ex presidente della Consulta: “Sia il capo dello stato a nominare il vicepresidente del Csm”. I primi scontri, al Csm, per chi farà il vice presidente. L’ex Guardasigilli Giovanni Maria Flick è netto e dice: “Sia il capo dello Stato a nominarlo”.

Il centrodestra preme per occupare quella poltrona. Non è un’interferenza?

“Lo è adesso, ma lo è stata in tutte le consiliature precedenti. La campagna di stampa pro o contro i potenziali candidati alla vice presidenza dei giorni scorsi ne è la riprova tant’è che, e non da ora, penso che il vice presidente debba essere nominato dal capo dello Stato, nella veste di presidente del Csm. E non da ora dico che le porte girevoli tra politica e magistratura valgono non solo per le candidature parlamentari dei magistrati, ma anche per quelle al Csm dei politici, per le quali esplicitamente la Costituzione richiede requisiti tecnici e non di rappresentatività politica”.

Ancora una volta Mattarella si erge a difesa della magistratura che garantisce la legalità nel nostro Paese. Ma perché, nello stesso tempo, come avviene da anni, la politica di centrodestra delegittima la magistratura stessa?

“Io non credo che sia questa politica a delegittimare la magistratura. Credo invece che sia la politica in generale a farlo. Venendo meno così alla sua responsabilità di prendere le decisioni di fondo nel campo della giustizia, invece di lasciarle allo scontro del tecnicismo tra magistrati, avvocati, e accademici”.

È fuori discussione che il capo dello Stato, anche in momenti difficilissimi come la vicenda Palamara, pur non nascondendo la rampogna verso le toghe che deviano, tuttavia abbia sempre ribadito, e lo ha fatto anche ieri, che tocchi proprio ai giudici garantire “il rispetto della legalità indispensabile per la vita e la crescita civile della società e del nostro Paese”...

“Ma questo è proprio il compito del capo dello Stato. Ricordare sia alla magistratura, sia alla politica, che la prima è garante della legalità. Il problema è se e come la magistratura riesce a garantire quella legalità senza eccessi e se possibile senza errori”.

E qui ecco che spunta l’avvocato Flick, che ha la meglio sul professore di diritto penale e sul giudice costituzionale. Perché ormai quando si parla di magistrati subito emerge l’aspetto negativo, tant’è che lei cita gli eventuali “eccessi ed errori”...

“Perché l’aspetto positivo, che è notevolissimo ed è stato pagato anche con la vita da molti giudici, è riconosciuto da tutti, ma non può essere evocato per legittimare gli aspetti dell’eccesso negativo. La magistratura deve garantire la legalità attraverso l’accertamento di fatti costituenti reato e di responsabilità personali. Non può ergersi però a difensore in termini generali della legalità del sistema. In parole semplici, deve accertare reati, condannare i colpevoli e controllare l’esecuzione delle pene, nonché prima le investigazioni della polizia, ma sempre riferendosi a casi specifici e responsabilità personali”.

Lo vede? Lei già sta deviando da Mattarella, perché insinua il dubbio, tipico del centrodestra e in questi giorni presente massicciamente anche nei discorsi del Guardasigilli Carlo Nordio, che ci sia una sorta di devianza congenita nel fare il magistrato. Il quale, a tutti costi e con qualsiasi indagine, vuole un colpevole...

“Non ci siamo capiti e lei è fuori strada. Io non sto discutendo sul modo con cui il magistrato esercita la sua attività: esame dei fatti, verifica della loro qualifica come reati, accertamento della responsabilità di chi li ha compiuti. Io mi limito a dire che questo non può tradursi in una “lotta” contro un sistema criminale usando come strumenti le persone che ne fanno parte”.

Si fermi. Ieri Mattarella ha parlato di una magistratura “autorevole e credibile”. Di fronte al Parlamento il ministro Nordio ha definito le intercettazioni una “porcheria”. Ed è chiaro che a determinare quella “porcheria” sono stati i magistrati. La cui credibilità finisce così sotto le scarpe...

“No, no, non siamo d’accordo nel modo più assoluto. Non spetta a me valutare le espressioni usate da altri. A me spetta ricordare la necessità di rispettare la Costituzione e la legge. Che consente le intercettazioni entro limiti ben definiti per accertare reati. La legge Orlando realizza questo obiettivo; bisogna a tutti i costi garantirne l’applicazione sia nel momento in cui l’intercettazione viene disposta “quando è assolutamente indispensabile per proseguire le indagini in presenza di gravi indizi di reato”, sia quando i risultati “irrilevanti” vanno chiusi in cassaforte e conservati sotto la responsabilità del pm”.

Ma che fa Flick? Sta parlando come Nordio? Getta la responsabilità sui pm e sui gip e si scorda che le intercettazioni, anche quelle dell’armadio blindato devono essere lette dagli avvocati per vedere se c’è qualcosa di utile al proprio cliente da tirar fuori e mettere nel fascicolo?

“Non ci siamo, è ovvio che nell’armadio ci deve andare ciò che non è rilevante dopo l’esame degli avvocati e del giudice. Preciso meglio, c’è differenza tra fare la pesca a strascico per scoprire attraverso le intercettazioni se vi sono dei reati o invece, come vuole la legge, farle quando vi siano gravi indizi di reati (i più gravi) indicati dal legislatore, e quindi l’intercettazione sia assolutamente indispensabile per le indagini. Altrimenti dobbiamo cambiare la legge. E subito, probabilmente, rivedere anche la Costituzione che richiede un equilibrio tra la tutela della privacy e la tutela della sicurezza di tutti”.

Mafia e terrorismo intercettabili, la vasta gamma dei reati di corruzione che coinvolgono la politica lo sono oppure no?

“La domanda è malposta. Il problema non è distinguere tra diversi tipi di reato che sono tutti gravi anche se in modo diverso e che devono essere scelti dal legislatore e non dal giudice. Ma quello che l’intercettazione va fatta partire quando si sta indagando su un reato grave e occorra assolutamente ricorrere a questo mezzo per proseguire le indagini”.

Con la legge Orlando in vigore ne serve un’altra?

“No, bisogna solo applicarla effettivamente”.

Quindi la querelle di questi giorni è inutile e di fronte a eventuali anomalie basta inviare gli ispettori di via Arenula?

“Oppure è meglio evitare che nel processo entrino intercettazioni contrarie alla legge Orlando”.