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di Luciana Cimino

Il Manifesto, 28 settembre 2025

“Chiediamo un incontro urgente con il presidente della Repubblica”. All’indomani dell’intervento di Mattarella sulla Global Sumud Flotilla, Marcello Amendola, segretario generale della Cub (uno dei sindacati di base che ha organizzato lo sciopero dello scorso 22 settembre) ha scritto al Quirinale per chiedere un altro intervento pubblico. Questa volta per “sollecitare il governo italiano e quelli europei a dare concreta attuazione a ciò per cui le componenti e i componenti della Gsf stanno esponendo a rischio le proprie vite: chiedere ai 44 stati di cui sono cittadini di far cessare le morti per fame, l’illegittimo blocco navale, i bombardamenti, cui la popolazione civile è sottoposta indiscriminatamente da quasi due anni”.

Negli ultimi giorni si sono intensificati i contatti tra la Cgil e le organizzazioni dei lavoratori più piccole con lo scopo di allargare la mobilitazione su Gaza. I rapporti sembrano essere ancora interlocutori. Intanto, anche ieri, cortei e presidi si sono tenuti in diverse città e continua la mobilitazione nei porti italiani per non far passare carichi di armi a Israele. A Taranto, da venerdì sera migliaia di cittadini e attivisti sono in presidio davanti alla raffineria Eni per protestare contro l’attracco della nave Seasalvia che dovrebbe caricare greggio destinato, secondo denunce sindacali e di associazioni, all’aviazione dell’Idf.

Ieri mattina, invece, sempre in Puglia, un corteo è partito dal centro di Grottaglie per raggiungere lo stabilimento di Leonardo. Ancora in mobilitazione anche il porto di Genova, dove ieri si è tenuta l’assemblea dell’Usb con altri sindacati europei dei portuali che “non lavorano per la guerra”. Il coordinamento ha annunciato una giornata internazionale di agitazione negli scali marittimi dell’Ue. Anche la Filt-Cgil Campania ha ribadito “il rifiuto assoluto di ogni coinvolgimento dei porti della regione nello sterminio del popolo palestinese”. Il sindacato ha chiesto inoltre all’Autorità portuale, alle capitanerie, alla regione “di prendere posizione e assumersi le proprie responsabilità”.

Cortei di migliaia di persone si sono svolti anche a Caserta, Padova, Mestre, Firenze, Alessandria, Campobasso, Trieste. Cariche delle forze dell’ordine a Torino, quando i manifestanti hanno provato a entrare all’aeroporto di Caselle, che dista poche centinaia di metri da un’altra sede di Leonardo. La polizia non ha fatto passare il corteo e ha contenuto gli attivisti con lacrimogeni e idranti. I manifestanti denunciano una decina di feriti che sono stati medicati nel punto sanitario attrezzato dal coordinamento. In vista della manifestazione nazionale del 4 ottobre a Roma, si allunga la lista delle 100 piazze per Gaza, la mobilitazione permanente indetta da Usb con i colLettivi universitari.

Presidi a Firenze, Pisa, Ancona, Trieste, Bari oltre che Napoli e Bologna. A Milano piazza della Scala è stata ribattezzata piazza Gaza. “Chiediamo al sindaco Sala di sciogliere il gemellaggio della città di Milano con Tel Aviv, dando un segnale politicamente tangibile di rifiuto delle violenze messe in atto dal colonialismo sionista”, hanno dichiarato gli attivisti. Il presidio resterà attivo almeno fino al 4 ottobre. Lo stesso a Roma dove piazza dei Cinquecento, davanti la stazione Termini, si sta riempiendo di tende. Intanto a Lucca, alcuni militanti di Prc risultano indagati “per aver simbolicamente e per brevissimo tempo fermato la circolazione nella stazione di Lucca lunedì scorso a margine della manifestazione -ha fatto sapere la segreteria toscana di Rifondazione Comunista. Un fatto grave che si inserisce in un clima repressivo a livello internazionale e nazionale”.