immediato.net, 7 settembre 2026
La Camera Penale di Capitanata ha visitato gli istituti di Foggia, Lucera e San Severo nell’ambito di “Ristretti in Agosto”. Sovraffollamento, carenze di personale, criticità sanitarie e psichiatriche. A Foggia gli episodi di autolesionismo sono passati da 120 nel 2025 a 166 nel 2026. Un sistema penitenziario sotto pressione, con numeri che fotografano una situazione ormai strutturale. È il quadro emerso dalle visite della Camera Penale di Capitanata “Achille Iannarelli” nelle carceri di Foggia, Lucera e San Severo, svolte nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Ristretti in Agosto”, promossa dall’Osservatorio Carcere dell’Unione delle Camere Penali Italiane. Il dato più pesante riguarda la Casa Circondariale di Foggia, dove sono presenti 680 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 364 posti, peraltro ulteriormente ridotta dai lavori di ristrutturazione in corso in alcune parti dell’edificio.
Una situazione che, secondo la Camera Penale, non può essere letta soltanto attraverso i numeri. Il sovraffollamento incide infatti sulla disponibilità degli spazi, sull’assistenza sanitaria, sulle attività trattamentali, sul lavoro del personale e sulla stessa possibilità di garantire condizioni di detenzione rispettose della dignità della persona. A preoccupare sono soprattutto le esigenze sanitarie e psichiatriche di una parte consistente della popolazione detenuta. Nel carcere foggiano risultano numerose persone con problemi di dipendenza e disturbi di natura psichiatrica. Tra queste ci sono anche detenuti in attesa di collocamento nelle Rems, le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza.
Particolarmente significativo anche il dato relativo agli episodi di autolesionismo: dai 120 registrati nel 2025 si è passati ai 166 del 2026. La situazione resta critica anche negli altri due istituti visitati. A Lucera si contano 184 detenuti per 145 posti regolamentari, mentre a San Severo le persone ristrette sono 93 a fronte di una capienza di 63 posti. Le visite, svolte rispettivamente il primo settembre a Foggia, il 2 settembre a Lucera e il 3 settembre a San Severo, hanno evidenziato problemi comuni: carenza di personale, difficoltà nell’assistenza sanitaria, spazi insufficienti per le attività trattamentali e ostacoli alla costruzione di reali percorsi di reinserimento sociale. La Camera Penale sottolinea allo stesso tempo l’impegno quotidiano di agenti e funzionari della Polizia penitenziaria, educatori, assistenti sociali, personale sanitario e di tutte le professionalità impegnate negli istituti. Un lavoro svolto, viene evidenziato, in condizioni organizzative spesso difficili e con carichi particolarmente pesanti.
Il tema centrale resta però quello del sovraffollamento, considerato una delle principali emergenze dell’intero sistema penitenziario provinciale. Per gli avvocati servono interventi che riguardino non soltanto gli organici, ma anche l’edilizia carceraria, la riqualificazione delle strutture esistenti e la disponibilità di spazi adeguati alle esigenze sanitarie e trattamentali. La Camera Penale esprime inoltre perplessità sui recenti interventi normativi introdotti con la legge 140 del 5 agosto 2026 in materia di detenzione domiciliare e definizione anticipata del processo per favorire percorsi di recupero di persone tossicodipendenti o alcoldipendenti. Misure giudicate condivisibili nelle finalità, ma non sufficienti, almeno nell’immediato, a incidere realmente sul problema del sovraffollamento.
Secondo la Camera Penale, infatti, al ricorso alle misure alternative non corrisponderebbe ancora un sistema adeguato di strutture, strumenti e risorse capace di garantirne un’applicazione tempestiva ed efficace. Il quadro provinciale si inserisce in una situazione nazionale altrettanto difficile. Dopo i 74 suicidi registrati nelle carceri italiane nel 2025, dall’inizio del 2026 al 2 settembre ne risultavano già 43.
“Occorre comprendere che la pena non può esaurirsi nella mera privazione della libertà personale”, è il richiamo contenuto nel documento firmato dal presidente della Camera Penale di Capitanata, G. Massimiliano Mari. L’iniziativa “Ristretti in Agosto” punta proprio a riportare il carcere al centro del confronto pubblico, ricordando che anche le condizioni nelle quali viene eseguita una pena rappresentano, secondo i penalisti, un indicatore del livello di civiltà e di giustizia di una società.









