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csvbrindisilecce.it, 12 giugno 2026

Concluso a Lecce il progetto “Io Salvo”: i partecipanti ottengono il brevetto e si preparano a scendere in spiaggia con contratti di lavoro reali. Un ponte concreto tra il tempo della pena e il mercato del lavoro, giusto in tempo per l’inizio della stagione balneare. Si è chiuso ufficialmente ieri, nella cornice istituzionale della Prefettura di Lecce, il percorso sperimentale “Io Salvo”. L’iniziativa ha permesso a un gruppo di reclusi della Casa circondariale di Borgo San Nicola di completare con successo un ciclo di lezioni teorico-pratiche, ottenendo i brevetti professionali per l’assistenza ai bagnanti e l’abilitazione alle manovre di primo soccorso Blsd.

Non si è trattato, però, di un semplice corso formativo fine a se stesso. Il vero punto di svolta del progetto risiede nello sbocco occupazionale immediato: diverse strutture ricettive e stabilimenti balneari del litorale salentino hanno già formalizzato la propria disponibilità ad assumere i neo-brevettati, che questa estate vigileranno sulla sicurezza dei bagnanti in piscina e in mare. A facilitare gli spostamenti quotidiani dal carcere ai luoghi di lavoro sarà il supporto di Sgm, che si farà carico delle spese relative agli abbonamenti dei trasporti per i detenuti coinvolti.

Alla cerimonia di consegna degli attestati, coordinata dal prefetto Natalino Manno, hanno preso parte i vertici della magistratura locale, la direttrice dell’istituto penitenziario Maria Teresa Susca, i rappresentanti della Capitaneria di porto e Confimprese Demaniali. Durante gli interventi, le autorità hanno concordato sul valore profondo dell’iniziativa. Il procuratore generale Ludovico Vaccaro ha ribadito la necessità di intendere lo spazio carcerario non solo come luogo punitivo, ma come laboratorio di giustizia riparativa e responsabilizzazione. Sulla stessa linea, il presidente del Tribunale di sorveglianza Giuseppe Mastropasqua e il procuratore Giuseppe Capoccia hanno evidenziato come la sinergia tra istituzioni e privati riesca a dare sostanza al principio costituzionale della rieducazione, trasformando i percorsi individuali in una risorsa di sicurezza integrata per tutto il territorio.