di Maria C. Affatato (Direttrice Casa Circondariale di Foggia)
Ristretti Orizzonti, 19 marzo 2015
Con riferimento all'articolo pubblicato dal quotidiano Il Garantista in data 8 u.s. dal titolo "tossici, migranti, giovani: rinchiusi in una cella da uno" a firma di Aliprandi Damiano, divulgato anche dal sito web a cui la presente è diretta per conoscenza, si evidenzia che i fatti, le notizie e le problematiche in esso riportato non corrispondono alla verità, descrivendo un quadro infondato, falso ed oltremodo allarmante.
Si allega la nota di chiarimenti pervenuta dal Dott. Aldo Di Giacomo, componente della delegazione dell'Idv con la quale la scrivente in data 04.03.2015 ha avuto un incontro negli Uffici di questa Direzione. Alla luce di quanto sopra evidenziato è opportuno da parte della S.V, provvedere alla rettifica di quanto pubblicato, per ovviare al grave danno di immagine arrecato da tale articolo a tutti gli operatori quivi in servizio ed all'Amministrazione tutta, specie in questo momento storico in cui tutto il sistema penitenziario é impegnato costantemente ad adeguarsi ai parametri di civiltà e di vivibilità delle strutture imposti dalla Comunità Europea. Impegno questo assolto con grande senso di responsabilità da questa Direzione.
Chiarimenti in ordine all'articolo pubblicato sul quotidiano "Il Garantista"
di Aldo Di Giacomo (Responsabile Laboratorio Sicurezza IDV)
Come da conversazione telefonica, si chiarisce, in relazione all'articolo apparso in data 08.03.2015, sul giornale online "Il Garantista", a firma di Damiano Aliprandi, pubblicato anche sul sito web "Ristretti Orizzonti", che la delegazione composta dall'On. Ignazio Messina, segretario nazionale Idv, dal Dott Aldo Di Giacomo, responsabile nazionale del laboratorio sicurezza, e dalla Dott.ssa Daniela Caprino, responsabile nazionale rapporti esterni Idv, non ha direttamente visitato l'area detentiva dell'istituto penitenziario dì Foggia: vi è stato certamente un ricevimento, presso gli uffici della struttura carceraria, finalizzato però esclusivamente ad un semplice incontro di cordialità con il direttore ed il comandante della polizia penitenziaria; di conseguenza, si smentisce in modo categorico di aver visto i detenuti, giammai tumefatti ed in stato di alterazione psicologica, contrariamente a quanto lasciato intendere dal giornale in oggetto.
L'argomento di discussione con la direzione si è basato, invero, unicamente sulla carenza organica del personale della polizia penitenziaria e sulla mancanza di un vice-direttore presso il suddetto istituto. Immutata resta, pertanto, la fiducia sull'operato della polizia penitenziaria di Foggia e del suo direttore. Restando a disposizione per qualunque eventuale chiarimento, si porgono cordiali saluti.










