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Gazzetta del Mezzogiorno, 23 marzo 2015

 

Danneggiate alcune celle degli ospedali riuniti dove vengono portati e rinchiusi i detenuti malati o hanno bisogno di visite specialistiche. La denuncia è di Federico Pelagatti, segretario nazionale del "Sappe", sindacato autonomo di polizia penitenziaria che parla di 3 episodi registrati negli ultimi 15 giorni. "Sarebbero accaduti in questo lasso di tempo" usa il condizionale il sindacalista "almeno tre episodi in cui detenuti affetti da problemi psichiatrici avrebbero devastato le stanze di degenza", che si trovano al quinto piano degli ospedali riuniti, nel "blocco" del pronto soccorso: sono state riaperte da qualche tempo.

"Nel primo caso un detenuto" si legge nella nota del "Sappe" "avrebbe completamente distrutto il muro in cartongesso che divide la prima stanza dal bagno: nel secondo un altro detenuto avrebbe demolito un muro, sempre in cartongesso, della stanza numero 3, facendo emergere lo scheletro del muro costituito da lamine taglienti, molto pericolose sia per l'incolumità dei poliziotti addetti alla vigilanza sia dello stesso detenuto".

Quanto all'ultimo episodio "un detenuto avrebbe utilizzato la rete del letto a mò di ariete contro il muro e il cancello che fortunatamente ha retto l'urto, altrimenti le conseguenze potevano essere anche drammatiche. In questo caso i poliziotti penitenziari addetti alla vigilanza hanno dovuto chiedere l'arrivo di rinforzi".

Alla luce di questi episodi, il segretario nazionale del Sappe chiede al direttore del carcere foggiano, al provveditore regionale del Dipartimento amministrazione penitenziaria ed alla dirigenza degli ospedali riuniti di "porre in essere, ognuno per la propria parte di competenza, tutte le misure necessarie per migliorare la sicurezza del reparto". Quali misure? "Ripristinare i divisori con muri in cemento o mattoni; ancorare i letti al pavimento per evitare che siano usati come arieti per sfondare i muri; sistemare i servizi igienici per evitare che non siano divelti con facilità; sistemare le telecamere dì vigilanza per evitare che i detenuti possano raggiungerle; impiegare un adeguato numero di poliziotti penitenziari per la vigilanza di chi viene scortato nelle celle ospedaliere, soprattutto quando si parla di detenuti con gravi problemi psichiatrici o appartenenti alla criminalità organizzata, questo al fine" conclude la nota del sindacato "di evitare eventi clamorosi e drammatici quali evasioni o aggressioni che metterebbero a repentaglio la vita dei poliziotti penitenziari in servizio, nonché di personale e degenti dell'ospedale".