di Stefano Consiglio*
Corriere del Mezzogiorno, 7 ottobre 2025
Otto nuovi progetti sostenuti da Fondazione Con il Sud con 3 milioni di euro per dare una seconda possibilità alle persone detenute con formazione, qualifiche e lavoro. Sempre più spesso ci troviamo davanti a notizie di persone che nelle carceri compiono gesti con cui esprimono un profondo malessere: da inizio 2025 sono già più di 60 i suicidi negli istituti penitenziari italiani. Alcune cause, come il sovraffollamento e le condizioni di vita interne, richiedono certamente interventi istituzionali rispetto ai quali i cittadini da fuori possono fare poco.
Ma il lavoro, unito a una rete di servizi di accompagnamento professionale, oltre che di supporto emotivo e personale, è invece un ambito di intervento possibile anche per la società civile: con strumenti imprescindibili e capaci non solo di restituire dignità al tempo trascorso in carcere ma di ridurre drasticamente la recidiva - cioè la ricaduta in nuovi reati - che si verifica nel 70% dei casi tra chi non lavora e solo nel 2% tra chi ha vissuto un’esperienza lavorativa durante la detenzione. Con ricadute positive, nello stesso tempo, sull’autostima e sul benessere. Partono da qui gli otto nuovi progetti che Fondazione con il Sud sosterrà con quasi 3 milioni di euro e che saranno avviati in Campania (nelle province di Napoli, Caserta, Benevento), Basilicata (in provincia di Potenza), Puglia (in provincia di Barletta-Andria-Trani) e Sicilia (in provincia di Catania). Le iniziative sono state selezionate con la terza edizione del bando “Evado a lavorare”.
L’obiettivo è offrire una reale e concreta “seconda possibilità” alle persone detenute, con percorsi formativi e rilascio di qualifiche professionali in vari ambiti (agricolo, spettacolo, alimentare, servizi alla persona, cantieristica navale, restauro imbarcazioni), strumenti di ricerca-lavoro anche attraverso servizi di matching con le imprese, tirocini, supporto abitativo e psicologico. In parallelo una attività di sensibilizzazione rivolta soprattutto alle aziende sulle opportunità dell’inclusione lavorativa di persone che hanno scontato o stanno scontando la pena in carcere, promuovendo l’abbattimento del pregiudizio nei loro confronti.
La previsione è di coinvolgere 500 persone detenute, con quasi 200 tirocini e oltre 120 contratti all’interno di realtà consolidate, suddivise al 50% tra cooperative sociali partner e realtà profit del territorio. Le otto iniziative finanziate coinvolgeranno nelle partnership progettuali più di cento organizzazioni (con una media di 13 partner a progetto) tra cooperative e imprese sociali, enti pubblici, associazioni, fondazioni, diocesi, organizzazioni di volontariato e 24 strutture penitenziarie.
Un impatto importante a fronte di una realtà in cui, come spiega il Cnel, i detenuti e le detenute che oggi lavorano sono solo il 34,3% della popolazione carceraria, nell’85% dei casi alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria. Con un totale di 393 corsi di formazione tenuti al 31 dicembre 2024 (dati del XXI Rapporto Antigone) a cui ha partecipato poco più del 7% delle persone detenute.
*Presidente Fondazione Con il Sud










