di Valentina Paiano
Il Resto del Carlino, 12 gennaio 2026
Gli osservatori di Antigone hanno rilevato problemi strutturali in carcere (alcuni dovuti all’alluvione) e monitorato le condizioni dei 149 reclusi. Dietro le mura della Rocca di Ravaldino, il carcere cittadino continua a essere un osservatorio sensibile sulle condizioni della detenzione. È da qui che parte l’ultima fotografia tracciata dall’associazione Antigone, organizzazione non profit che esamina il sistema penitenziario italiano e garantisce la tutela dei diritti dei detenuti, al termine di una recente visita di monitoraggio, confluita nei consueti report annuali. “Al momento dell’ispezione - scrivono gli osservatori - erano presenti 149 persone detenute, di cui 20 donne.
L’istituto è strutturato quasi interamente in sezioni di media sicurezza a trattamento intensificato, con la sola eccezione di una sezione maschile a regime ordinario. Accanto a questa operano una sezione riservata ai detenuti condannati per reati sessuali (chiamata Oasi), una dedicata ai semiliberi (definita Orizzonti) e il reparto femminile”.
A causa dei danni provocati dall’alluvione del maggio 2023 un’area della casa circondariale è chiusa per lavori di ristrutturazione. La riapertura è prevista nel corso del 2026. Restano però irrisolte alcune criticità strutturali: “Celle di dimensioni ridotte e poco luminose, docce comuni in condizioni precarie per la presenza di muffe, assenza di spazi di socialità ai piani, barriere architettoniche e ballatoi che limitano i movimenti all’interno delle sezioni. Problemi riscontrati anche nella sezione femminile e in quella Oasi”, sottolineano gli ispettori di Antigone.
Sul versante opposto, il carcere conferma una forte vocazione trattamentale. “Sono numerosi i percorsi di formazione, le attività ricreative e i laboratori attivi, sostenuti anche dal contributo del volontariato locale. Il clima generale è disteso e collaborativo. Sono positive le occasioni d’incontro e le attività condivise tra uomini e donne”, così come la presenza di un servizio di assistenza sanitaria garantito 24 ore su 24 che, secondo i rilievi dell’associazione, è un elemento che distingue l’istituto nel contesto degli altri carceri della Romagna. Buono, infine, il dato relativo all’inserimento lavorativo: “Al momento della visita erano 19 le persone detenute impiegate alle dipendenze di datori di lavoro esterni”.










