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di Matteo Bondi

Il Resto del Carlino, 1 maggio 2025

Opposizione all’attacco. Ragni (FdI): “La sinistra non si è confrontata. Vogliono rimestare, ma siamo uniti”. Gallozzi (Civica): “Ne riparleremo”. Il consiglio comunale di lunedì, in serata, si è concluso per mancanza di numero legale: in aula erano presenti i consiglieri dell’opposizione e il solo Damiano Bartolini di Fratelli d’Italia, il resto della maggioranza non è rientrato dopo una sospensione dei lavori. A quel punto la seduta è stata chiusa. Si sarebbe dovuto votare la mozione, presentata dalla minoranza, riguardante l’istituzione del garante per i detenuti. “Chiedevamo all’Amministrazione di iniziare il percorso per l’istituzione di un garante dei detenuti a Forlì - spiegano i consiglieri di minoranza.

Questa figura, già presente a livello nazionale, regionale e in quasi tutti i comuni capoluogo dell’Emilia-Romagna, ha il compito di collaborare con le istituzioni per tutelare i diritti dei detenuti e favorire processi rieducativi che, statistiche alla mano, quasi azzerano i casi di recidiva”.

Prima è stata chiesta una sospensione dei lavori dell’aula, poi, dopo un tempo superiore a quanto concordato, la maggioranza non è rientrata in aula, facendo così decadere la seduta e la relativa votazione. Cos’è successo? “Non era possibile un confronto sul tema della mozione - spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia, Fabrizio Ragni. L’hanno costruita come volevano loro, se avessero voluto veramente fare qualcosa di serio, avrebbero potuto prima parlarne con noi. Io non sono stato contattato da nessuno e ci siamo ritrovati con quel testo. Vogliono solo rimestare, ma la maggioranza è coesa, infatti siamo usciti tutti”. Contatti che invece erano avvenuti con la Civica. “Noi leggiamo tutto quello che viene proposto - spiega il capogruppo, Leonardo Gallozzi -, per poi portare le nostre considerazioni. Io sono dovuto andare via prima, ero convinto che si sarebbe arrivati al voto. Lo faremo il prossimo consiglio”. Non specificando però l’intenzione di voto di Forlì Cambia.

“Siamo convinti che molti consiglieri di maggioranza avrebbero voluto votare questa mozione - attaccano i consiglieri di opposizione -, ma siamo amareggiati per la mancanza di coraggio nel discostarsi dalla linea imposta ancora una volta dall’estrema destra di Fratelli d’Italia, con il suo approccio incurante per i più deboli e i loro diritti”. E citano Papa Francesco, “fortemente impegnato proprio sul fronte dei diritti dei detenuti, al punto da aver visitato il carcere di Regina Coeli solo pochi giorni prima della sua morte”. Eppure, “in consiglio ci è stato impedito addirittura di unirci, con un breve intervento, alle parole pronunciate dal sindaco in apertura della seduta in memoria del Papa”. Si appellano quindi al sindaco perché prenda le distanze “dalle posizioni estremiste e radicali dei consiglieri FdI”.