di Andrea Alessandrini
Il Resto del Carlino, 10 ottobre 2026
Dal carcere alla città: nasce il giornale dei detenuti a Forlì che collegherà come un ponte le due realtà. A sostenerlo sarà anche il Lions Club Cesena che contribuirà al progetto con un service dedicato, in corso di allestimento. L’iniziativa editoriale è promossa da AltreMani, impresa sociale che organizza laboratori produttivi in carcere per favorire la formazione e il reinserimento lavorativo. Il primo numero uscirà a breve e sarà diffuso anche all’esterno del carcere. Lo ha annunciato Lia Benvenuti, direttore generale di Techne nel cui ambito opera l’impresa sociale AltreMani, durante la partecipata conviviale del Lions Club Cesena presieduto da Mario Corsi. Era ospite anche Barbara Battistini, presidente di Techne, ente di formazione professionale partecipato dai Comuni di Forlì e Cesena e dalla Provincia, che opera per l’inclusione lavorativa e sociale. La casa circondariale di Forlì ha sede nella Rocca di Ravaldino e vi sono detenute persone in attesa di giudizio e condannate a pene con residuo di pena inferiori ai cinque anni.
AltreMani è nata nel 2022. Tra i soci figurano anche le aziende cesenati Mareco Luce e Vossloh-Schwabe Italia. È socio promotore e consigliere di amministrazione anche Corsi. La società conta oggi una trentina di soci tra imprenditori e professionisti. “AltreMani opera in più ambiti e incontra gli studenti nelle scuole raccontando la vita dietro le sbarre - ha spiegato Lia Benvenuti - attraverso testimonianze di ex detenuti e agenti penitenziari”. Il marchio di fabbrica sono tuttavia i laboratori produttivi nei quali i detenuti seguono percorsi formativi, svolgono tirocini e possono essere assunti (pioniera fu la Mareco).
“L’obiettivo è offrire una seconda opportunità a chi sta scontando una pena, favorendo il ritorno in società grazie al lavoro - ha osservato Benvenuti. Nei laboratori i detenuti assemblano per conto terzi materiali elettrici, metallici e plastici, manualmente o con appositi macchinari. Si riduce la recidiva tra chi svolge attività lavorative durante la detenzione”. Il detenuto, non a tutti è noto, paga per stare in carcere: 3,62 euro al giorno, circa 110 euro al mese. Ci sono frutti: dalla nascita di AltreMani ad oggi abbondantemente oltre i cento detenuti hanno impegnato il proprio tempo con regolare contratto di assunzione. Ora si alza l’asticella con il giornale dei detenuti.
“La comunicazione è fondamentale nel percorso di recupero - ha sottolineato Benvenuti - perché permette di raccontare esperienze, difficoltà e opportunità, creando un dialogo con la società esterna e contribuendo a superare pregiudizi e barriere. Il giornale presenterà storie, esperienze e prospettive, offrendo alla comunità uno sguardo più diretto sulla realtà carceraria”. “Il Lions Club - ha messo in luce il presidente Corsi - intende contribuire all’opera di AltreMani per portare queste voci fuori dal carcere, facendo del giornale uno strumento di incontro e di relazioni agevolando così ancor più il reinserimento”.









