forlitoday.it, 9 ottobre 2024
Stasera alle 20.30, nel quadro delle iniziative della festa parrocchiale di Ravaldino, si terrà un incontro con don Enzo Zannoni sull’esperienza di servizio in carcere all’interno della Rocca. “Spetta alla società civile, non solo agli specialisti, prendersi cura dei detenuti: cosa stiamo facendo?” chiede don Zannoni, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale Penale e Cappellano della Casa Circondariale di Forlì. L’appuntamento, nella chiesa di Sant’Antonio Abate in corso Diaz, sarà aperto a domande pur essendo l’occasione per ascoltare chi è a contatto con il mondo carcerario forlivese: 160 detenuti cui si aggiungono altri 500 “invisibili” reclusi con altre forme, vale a dire una comunità spesso sconosciuta o mal conosciuta da chi vive al di fuori da provvedimenti penali. Le informazioni veicolate dai mezzi di comunicazione spesso suscitano emozioni contrastanti, tra lo scandalo e l’indignazione, non permettendo di addentrarsi sul tema. Quella che manca, secondo don Zannoni è “una riflessione sulla validità della pena” che può consistere anche nel “divieto di incontrare e frequentare altre persone, limitazioni di orari” cioè “limiti pesanti che spesso non consentono di fare un percorso comunitario”. Così, il “percorso rieducativo” invocato dalla Costituzione è costantemente in salita. L’incontro proposto, dunque, sarà l’occasione per conoscere meglio un mondo, quello dei detenuti che vivono all’interno della Cittadella della Rocca: una città da molti ignorata e quasi invisibile che cerca ogni giorno di trovare un modo per riscattarsi.









