di Matteo Bondi
Il Resto del Carlino, 10 agosto 2026
Una delegazione di rappresentanti istituzionali del Pd ha varcato i cancelli del carcere di Forlì per toccare con mano le condizioni di vita, le criticità e le buone pratiche che caratterizzano l’istituto penitenziario cittadino. L’iniziativa è promossa a livello nazionale col titolo ‘Bisogna aver visto’: vi hanno preso parte i deputati romagnoli Ouidad Bakkali e Andrea Gnassi insieme ai consiglieri regionali Valentina Ancarani e Daniele Valbonesi. Il sopralluogo ha offerto l’opportunità di verificare in prima persona l’impatto del caldo estivo: la direzione ha preso contromisure con l’installazione di ventilatori nelle celle e impianti di climatizzazione negli ambienti comuni. Anche sui numeri della capienza non sono state riscontrate anomalie particolari: Forlì è in linea con i parametri previsti e senza segnali di sovraffollamento. Il contraltare è che si tratta di un edificio datato, in attesa del nuovo carcere al Quattro non ancora completato.
L’attenzione di deputati e consiglieri si è soffermata soprattutto sulla sezione femminile (unica in Romagna), e sui progetti dedicati alla formazione: oltre metà dei detenuti risulta infatti inserita in percorsi occupazionali, un risultato raggiunto grazie a personale penitenziario, agenzia Techne, imprese locali e mondo della cooperazione. I parlamentari e i consiglieri hanno visitato la cartiera Manolibera, l’officina di saldatura e i moduli dedicati alla cura della persona nella sezione donne.
“Da Forlì si esce con un’immagine che vorremmo poter trovare molto più spesso nelle carceri italiane: quella di un luogo nel quale, salutando chi è detenuto, si può anche dire ‘buon lavoro’. Non è un dettaglio. È il senso più concreto che possiamo dare alla funzione rieducativa della pena prevista dalla nostra Costituzione. Qui abbiamo visto concretamente cosa significa costruire un ponte tra il ‘dentro’ e il ‘fuori’. La sicurezza si costruisce anche così, riducendo la recidiva attraverso opportunità reali”. Particolare rilievo è stato dato al destino della futura struttura cittadina. “È necessario arrivare al completamento del nuovo carcere e avere certezze sui tempi”, ricordando l’importanza di “programmare il trasferimento dando continuità e rafforzando ciò che oggi funziona”.










