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di Stefania Cugnetto


Il Resto del Carlino, 26 settembre 2020

 

Inaugurato ieri il laboratorio in carcere: alcuni condannati svolgeranno un tirocinio per essere poi assunti da una cooperativa. "Un sogno che diventa realtà, anzi un piccolo miracolo", con queste parole il direttore del carcere di Forlì, Palma Mercurio, ha inaugurato ieri il nuovo laboratorio di saldatura. Un'occasione concreta di lavoro per sei detenuti che hanno iniziato un percorso di formazione lo scorso luglio e ora sono pronti per il tirocinio che li porterà a diventare saldatori professionisti.

Ieri il taglio del nastro che ha aperto ufficialmente le porte del nuovo laboratorio davanti ai volti felici e commossi dei detenuti coinvolti. Il laboratorio di saldatura nasce dall'esperienza di un laboratorio di assemblaggio nato nel 2006 all'interno del carcere di Forlì, un'attività che ha permesso negli anni l'inserimento lavorativo di 75 detenuti. Il progetto scaturisce dalla sinergia tra l'ente di formazione Techne, la cooperativa Lavoro Con e imprese del territorio, Cepi spa, Mareco Luce srl e Vossloh Schwabe spa. "Il territorio di Forlì ha collaborato alla realizzazione di questo sogno - ha dichiarato Palma Mercurio. Questa città si impegna perché il carcere fa parte di essa. Dobbiamo dare opportunità tangibili ai detenuti poiché il percorso in carcere deve essere di ricostruzione, non solo di detenzione. Il miglior tempo, infatti, è quello passato lavorando, quello è un tempo di qualità".

Il laboratorio si svolge dentro le mura della casa circondariale, dove si trovano le postazioni di lavoro e le attrezzature necessarie. Entusiasta il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini: "Sono felice di assistere a questo percorso di rinascita, un percorso che dimostra che la città di Forlì non vuole lasciare indietro nessuno". L'idea di questo laboratorio parte un anno fa: "È partita da una reale esigenza - ha spiegato Lia Benvenuti, direttore generale di Techne: mancano saldatori professionisti, figure che le aziende ricercano moltissimo. Siamo partiti con la voglia di offrire una formazione spendibile al di fuori del carcere, una vera occasione di lavoro".

I detenuti scelti per il laboratorio verranno assunti dalla cooperativa Lavoro Con. "La pena detentiva ha due facce - ha chiosato Luca Ferrini, assessore allo sviluppo economico, legalità e sicurezza di Cesena - una è quella punitiva perché è giusto pagare per i reati commessi ma l'altra è quella della speranza, la speranza di una vita migliore e diversa e quest'ultima passa dall'opportunità di lavoro".