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di Michele Damiani

Italia Oggi, 25 settembre 2026

Formazione dei magistrati, si cambia. Mentre arriva una nuova proroga di tre mesi per gli addetti all’Ufficio per il processo rimasti fuori dalle stabilizzazioni estive, 1.257 persone, che continueranno a lavorare fino a dicembre 2026, in attesa della stabilizzazione che il ministero della giustizia punta a finanziare con la prossima manovra. Lo prevede un decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Il decreto legge interviene sulla formazione dei magistrati e il contrasto alla criminalità organizzata minorile. L’art. 2 (Tirocinio magistrati) sostituisce l’art. 21, c. 1, del D.Lgs. 26/2006.

Rispetto al passato (in cui la sessione si articolava in tre periodi), la riforma stabilisce quattro periodi di tirocinio per complessivi 12 mesi: 3 mesi al tribunale (collegiale e monocratico) per una formazione a largo spettro; 2 mesi alla corte d’appello incentrati sulla redazione dei provvedimenti; 2 mesi alla procura presso il tribunale per l’attività inquirente; infine, ben 5 mesi presso un ufficio analogo a quello di prima destinazione del magistrato. L’art. 3 invece estende i poteri della Direzione Nazionale Antimafia ai procedimenti penali minorili. Con una modifica all’art. 371-bis c.p.p. viene aggiunto il comma 4-ter. Finora, le funzioni di coordinamento investigativo e impulso del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo (PNAA) si applicavano solo agli adulti. La novità estende tali poteri ai procedimenti a carico di minorenni, esercitandoli nei confronti del Procuratore presso il Tribunale per i minorenni. Con una modifica all’art. 105 del D.Lgs. 159/2011 (Codice Antimafia), coerentemente, le prerogative e i flussi di informazioni del PNAA si applicano ora esplicitamente “anche quando riguardano minorenni”. L’obbligo di coordinamento, prima limitato alle procure distrettuali, viene così esteso anche alle procure minorili.

Ufficio per il processo. Il provvedimento sugli addetti era stato anticipato dal ministro della giustizia Carlo Nordio, che aveva annunciato la proroga “in attesa della stabilizzazione con la prossima legge di bilancio”. La prosecuzione dei contratti sarà finanziata “utilizzando le residuali risorse apportate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e quelle ulteriori che il ministro ha deciso di destinare a questo scopo”, ha fatto sapere via Arenula. In primavera si sono svolte le procedure per la stabilizzazione del personale precario della giustizia assunto nell’ambito del Pnrr, non soltanto degli addetti Upp ma anche dei profili tecnici e amministrativi: oltre 9.300 lavoratori. Introdotto in Italia con l’art. 16-octies del dl 179/2012, l’Ufficio per il processo prevede uno staff di supporto ai giudici, con l’obiettivo di agevolarne il lavoro e contribuire alla riduzione dell’arretrato. Rimasto per anni uno strumento sostanzialmente marginale, è stato rilanciato con il Pnrr, che lo ha individuato come uno degli strumenti centrali per accelerare i tempi della giustizia. Il Piano ha quindi previsto il reclutamento a tempo determinato di un contingente massimo di 16.500 addetti. Il progetto originario prevedeva dunque assunzioni a termine. Già dopo i primi reclutamenti, però, è iniziato il confronto sulla possibilità di stabilizzare il personale, in un percorso che ha visto anche momenti di tensione tra ministero e sindacati.