di Lorenzo De Cicco
La Repubblica, 12 dicembre 2022
Presentato un ddl in cui si cita un’intervista di Di Pietro: “Ho fatto una politica sulla paura delle manette”. Un’altra manina della maggioranza schiaccia sul tasto rewind. Forza Italia vuole una commissione d’inchiesta su Tangentopoli. Il nastro scorre veloce a vent’anni fa, allo scontro fra politica e magistratura. Cavallo di battaglia del berlusconismo rampante tra gli ultimi anni ‘90 e i primi 2000. Rieccoci. Dopo le picconate del Guardasigilli Carlo Nordio sulla separazione delle carriere, le intercettazioni “inutili”, l’obbligatorietà dell’azione penale bollata come “intollerabile arbitrio”, ecco un altro tassello del puzzle: la commissione parlamentare su Mani pulite.
La propone il partito di Silvio Berlusconi. C’è già un disegno di legge presentato a Montecitorio, prima firma di Alessandro Battilocchio, parlamentare di lungo corso, ex socialista, vicino a Gianni De Michelis all’epoca del Nuovo Psi. Non è un’iniziativa solitaria, però. Lo conferma Alessandro Cattaneo, capogruppo di FI alla Camera. Dice Cattaneo: “È giusto riaprire quel dossier per consegnare alla storia questa pagina della nostra Repubblica, senza gli eccessi dell’epoca. Le commissioni d’inchiesta hanno funzionato bene, da quella su David Rossi a quella sul sistema bancario. Può essere un valore aggiunto farla oggi su Tangentopoli. Tempo fa, visto il mainstream, sarebbe stato impensabile”.
E infatti Forza Italia ci provò anche vent’anni fa. Tra il ‘98 e il ‘99 la propose il Polo, incassando l’appoggio di socialisti e cossighiani, ma non se ne fece nulla. Ora, visto il clima, il tentativo ha sicuramente più chance. La proposta depositata a Montecitorio muove da alcune dichiarazioni di Antonio Di Pietro estrapolate da un’intervista tv del 2017. “Ho fatto una politica sulla paura e ne ho pagato le conseguenze. (...) La paura delle manette - è il breve estratto riportato nel ddl - . Con l’inchiesta Mani pulite si è distrutto tutto ciò che era la cosiddetta Prima Repubblica: il male, e ce n’era tanto con la corruzione, ma anche le idee”.
Parole che Forza Italia piega alla ragione politica. Ci sarebbe la necessità a questo punto, si legge nell’atto parlamentare, di “un approfondimento”: “La “paura delle manette”, a cui l’ex magistrato fa riferimento, potrebbe essere stato uno strumento di “politica giudiziaria” in mano alla magistratura. Come tutto questo ha influito sulle dinamiche di creazione e condotta della cosiddetta Seconda Repubblica?”.
La proposta è dunque un contro-processo, politico, che si allungherebbe dai primi anni ‘90 fino alla lunga coda politica e istituzionale di Tangentopoli, cioè la stagione berlusconiana. La commissione dovrà “verificare quanto le vicende di quegli anni abbiano influito nell’alterare la politica e la società italiana”. Come per tutti gli organismi parlamentari d’inchiesta, un gruppo di deputati e senatori, se il testo venisse approvato, avrebbe “gli stessi poteri e le medesime limitazioni dell’autorità giudiziaria”. E potrebbe convocare gli ex pm. Compreso Di Pietro.










