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di Giacomo Salvini

Il Fatto Quotidiano, 10 luglio 2024

A Forza Italia non piace il Decreto Carceri approvato il 3 luglio scorso in Consiglio dei ministri: il partito di Antonio Tajani vuole modificarlo durante la discussione al Senato per garantire la liberazione anticipata di 10 mila detenuti da qui ai prossimi mesi, risolvendo in parte il problema del sovraffollamento carcerario. Il partito azzurro vuole farlo con pochi ma puntuali emendamenti per rendere più “incisivo” il decreto Carceri. Nello specifico la proposta principale sarà quella di accogliere - anche se in parte - la proposta del renziano Roberto Giachetti alla Camera: la detrazione della pena resterà di 45 giorni per ogni sei mesi scontati per tutti i condannati per reati ostativi (mafia, terrorismo, tratta di esseri umani…), e aumentarla a 60 per tutti gli altri tipi di reati, da quelli di microcriminalità a quelli contro la Pubblica Amministrazione.

Questo per un periodo limitato fino al 2026. A questo si aggiungono altri due emendamenti: il primo prevedrà che per coloro che sono agli arresti domiciliari per motivi di salute di restarci e non tornare in carcere in caso di assenso del tribunale di Sorveglianza; l’altro, invece, specifica che sarà esclusa la pena detentiva in carcere per tutte le condanne sotto i 4 anni che non riguardino i reati ostativi (quindi ancora una volta mafia e terrorismo). Un blocco di proposte, studiate dal deputato di Forza Italia Tommaso Calderone, che porterebbe a regime la fuoriuscita dalle carceri di 10 mila detenuti, secondo la relazione tecnica.

Una proposta che però rischia di aprire uno scontro all’interno della maggioranza di destra: Fratelli d’Italia, con la premier Giorgia Meloni e il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, è contraria ad allentare le maglie di un decreto che è stato in gestazione per settimane. Prima delle elezioni europee Forza Italia aveva sostenuto la proposta di legge di Giachetti alla Camera sull’aumento da 45 a 60 giorni di detrazione di pena per tutti i detenuti ogni sei mesi scontati. Ma Fratelli d’Italia, che inizialmente aveva aperto a questa opzione, teme che si possa parlare di un nuovo “Svuota-carceri” e quindi alla fine ha fatto approvare un decreto light che prevede solamente la semplificazione delle procedure per uscire dagli istituti penitenziari. Non è un caso che il giorno prima dell’approvazione del decreto in Consiglio dei ministri - che, secondo fonti parlamentari, sarebbe stato richiesto direttamente dal Quirinale - il sottosegretario Delmastro sia andato a Palazzo Chigi per fare il punto con la premier Meloni e con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Il decreto approvato in Consiglio dei ministri ha deluso il mondo dell’avvocatura e le associazioni che si occupano dei diritti dei detenuti e dello stato delle carceri italiane.

Gli attriti nella maggioranza rischiano di rallentare il decreto che invece il governo vuole convertire nel più breve tempo possibile, entro la pausa estiva dell’8 agosto. Per questo al Senato la presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno ha iniziato uno sprint: ieri sono partite le audizioni per far arrivare in aula il decreto a fine mese. Forza Italia si è distinta anche sul disegno di legge Sicurezza in discussione alla Camera: gli azzurri non hanno partecipato al voto su una norma un articolo che rende, tra l’altro, facoltativo l’attuale obbligo di rinvio della pena per le donne in gravidanza e le madri con figli di meno di un anno. Proverà a reintrodurlo in aula. Approvato invece un emendamento della Lega che inasprisce le pene per i reati commessi sui treni e in metro.