di Fabrizio Biolè
targatocn.it, 13 maggio 2023
Gli organizzatori invitano il pubblico interessato a accreditarsi gratuitamente entro lunedì 15 maggio. Anche quest’anno, all’interno della programmazione del Salone Off, che propone decine di eventi complementari al Salone internazionale del Libro di Torino, i quali si tengono in contesti diversi dalla sede principale della manifestazione, ritorna il progetto “Voltapagina”. L’iniziativa conduce gli autori protagonisti del Salone e le loro produzioni letterarie dentro gli istituti di reclusione, coinvolgendo contemporaneamente la popolazione carceraria e la cittadinanza in eventi letterari di livello.
Il progetto, giunto alla quattordicesima edizione, è in crescita e riscontra un ottimo successo di pubblico e di apprezzamento delle finalità. A partire dalla distribuzione del libro oggetto dell’incontro agli ospiti delle strutture, per arrivare al momento dell’incontro con i lettori “esterni” e con l’autore, il percorso coinvolge fattivamente gli operatori che si occupano di educativa negli istituti piemontesi. In prima fila come contesto candidato al progetto la struttura fossanese, che anche nel 2023 ha aderito e ospiterà uno degli eventi: l’incontro con l’autore Ivano Porpora, che presenta il suo saggio fresco di stampa “Nero e Bollente - autobiografia del caffè”.
Ivano Porpora è scrittore, insegnante di scrittura e specialista in narrazione in ambito terapeutico. È stato selezionato tra i migliori esordienti nel 2008 per Scrittoricittà. Ha esordito per Einaudi con il romanzo “la conservazione metodica del dolore”. In seguito ha pubblicato “Nudi come siamo stati” (Marsilio 2012), “La vera storia del leone Gedeone” (Corrimano 2016), “Fiabe così belle che non immaginerete mai” (LiberAria 2017), “Parole d’amore che moriranno quando morirai” (Miraggi 2017), “L’argentino” (Marsilio 2018) e “Il giorno in cui nonno scese in cielo (Corrimano 2019).
Nel 2021 pubblica il saggio sul mondo degli scacchi “Un re non muore mai” per UTET ed è da poche ora in libreria il suo secondo saggio “Nero e bollente”.
Dal sito di UTET: “Secondo una leggenda, tutto iniziò quando l’arcangelo Gabriele portò a Maometto una bevanda nera come la pietra della Mecca per rinvigorirlo dai malanni. Ma la storia tramanda anche che papa Clemente VIII, chiamato a deciderne il divieto per le sue virtù eccessivamente eccitanti, dopo un primo assaggio non solo non proibì il caffè ma lo battezzò per renderlo bevanda “in grazia cristiana”.
In questo libro delizioso, Ivano Porpora ci porta tra le piantagioni di Arabica del Brasile o di Robusta del Vietnam, quando le bacche sui rami diventano rosse e le drupe pronte per essere estratte, per poi farci assistere all’essiccatura e setacciatura dei chicchi, nonché alla loro tostatura nelle torrefazioni. Tutte queste fasi, fino alla messa in tazzina, con le sue infinite variabili identificative - macchiato freddo, caldo, lungo, corretto -compongono un ciclo rituale governato da precise regole e credenze, destinate e tramandarsi per generazioni.
Ma la storia del caffè non si limita al suo processo produttivo o alle centinaia di varianti che sono state inventate per raggiungere il perfetto equilibro tra aroma e gusto. Da quando si diffuse in tutto il mondo arabo prima di raggiungere l’Italia, sua patria d’elezione, intorno al 1570, questa bevanda subito popolarissima entra con prepotenza nel nostro immaginario collettivo, da prodotto quasi di contrabbando smerciato nelle erboristerie a vero e proprio fenomeno sociale nella Venezia del Settecento, fino alla consacrazione dell’irrinunciabile rito quotidiano che conosciamo oggi. Nero e bollente è un elogio corale in cui le voci di García Márquez e Hrabal, Rimbaud e Brodskij riecheggiano insieme a racconti di vita familiare e a scene di grande cinema, canzoni della musica popolare ed esegesi bibliche, componendo un inno intimo e raffinato della bevanda del diavolo”.
A introdurre e dialogare con l’autore: Fabrizio Biolè, collaboratore di Targatocn.it. L’appuntamento è per sabato 20 maggio alle ore 15 presso la Casa di Reclusione a Custodia Attenuata della città degli Acaja. Gli organizzatori invitano il pubblico interessato a accreditarsi attraverso un messaggio di posta elettronica all’indirizzo









