di Luigina Ambrogio
lafedelta.it, 9 luglio 2021
Un laboratorio di trasformazione frutta e ortaggi all'interno del Santa Caterina. Vengono trasformati i prodotti coltivati a Cascina Pensolato; vi lavorano tre detenuti. Antipasto alla piemontese, zucchine marinate, pesche e albicocche sciroppate, preparato per il minestrone, verdure pronte da saltare in padella... tutto questo e molto altro si sta preparando nel nuovo laboratorio (Ap-Pena-lavorata) allestito nel carcere Santa Caterina in collaborazione con Cascina Pensolato. Il laboratorio, nuovo di zecca, è stato allestito nei locali della vecchia falegnameria - in disuso da circa vent'anni - e costituisce uno sviluppo del progetto di Cascina Pensolato, nata per dare un'opportunità di lavoro ai detenuti e ad altre persone in situazione di difficoltà.
Il progetto è stato realizzato in tempi molto rapidi. "I lavori sono stati eseguiti in gran parte dai detenuti. Tutto è stato realizzato in meno di un anno - dice il comandante della Casa di reclusione Lorenzo Vanacore". "Nel frattempo abbiamo provveduto a selezionare e formare i detenuti destinati a lavorare nel laboratorio" - spiega Antonella Aragno, responsabile dell'Area educativa.
La gestione del laboratorio è in capo a Cascina Pensolato a cui i locali sono stati assegnati in comodato d'uso. I detenuti selezionati dalla Casa di reclusione lavorano alle dipendenze di Cascina Pensolato tramite borsa lavoro. Il progetto del laboratorio di trasformazione è stato ampiamente sostenuto dalla direttrice della casa di reclusione, Assuntina Di Rienzo (vicedirettore anche presso il carcere di Torino) che ora punta alla realizzazione di un secondo laboratorio nei locali rimasti liberi della vecchia falegnameria; un obiettivo a cui si sta lavorando.
Il Consorzio La Granda e la certificazione simbiotica - Nel progetto è stato coinvolto il Consorzio La Granda. "Abbiamo accolto volentieri la proposta di collaborare perché apprezziamo molto l'idea di inclusione che ne è alla base - dice Sergio Capaldo, presidente del Consorzio -; il laboratorio all'interno del carcere è un'ottima opportunità in vista della rieducazione. Da parte nostra possiamo dare un contributo per quanto riguarda la qualità dei prodotti. Abbiamo condiviso con la coop. Pensolato la nostra filosofia di coltivazione, l'agricoltura simbiotica. "Siamo orientati a ottenere la certificazione simbiotica dell'azienda" - conferma Dario Armando. "Il nostro contributo per ora è esclusivamente di natura tecnica - prosegue Capaldo - un domani si potranno aprire altre opportunità. Stiamo lavorando per creare, nell'hinterland di Fossano un'area caratterizzata dall'agricoltura simbiotica e una filiera certificata. I prodotti di questo laboratorio, insieme ai prodotti realizzati in altre carceri d'Italia, potrebbero avere un marchio che li distingua ulteriormente all'interno di questa nostra filiera".
Nino Mana: "Si migliora attraverso le cose belle che sperimentano" - Il direttore della Caritas sottolinea il valore di questo nuovo progetto in collaborazione con il carcere. "Con Cascina Pensolato ci siamo posti l'obiettivo di aiutare, attraverso il lavoro, persone in condizione di disagio. In questo caso si tratta di detenuti che nella vita hanno magari commesso degli errori ma che ora, attraverso il lavoro, possono trovare un'alternativa. Chi entra in questo processo si deve sentire 'migliorare dentro'; attraverso le cose belle e positive che sperimenta deve poter migliorare sé stesso".
Beppe Beccaria, presidente della Fondazione Noi Altri, sottolinea la necessità di rendere partecipe la città di queste realtà"
Ricette particolari, con un occhio alla tradizione e alla cucina locale ma anche innovative - Grazia Oggero, responsabile del laboratorio (con anni di esperienza nel settore) ci presenta i primi vasetti di giardiniera, zucchini e marmellate di frutta realizzate durante il corso di formazione.
"Abbiamo fatto delle prove con una consulente esterna. Adesso, nel mettere in pratica le istruzioni, stiamo provando a realizzare nuove ricette sulla base delle indicazioni di un tecnico della Granda. Intendiamo tener conto dell'orientamento dei consumatori con un'attenzione particolare alla tradizione locale puntando anche a prodotti innovativi. Un punto di forza è la materia prima: i prodotti sono di sicura qualità". In cucina si è creato un buon clima. Uno dei tre detenuti, non nuovo al lavoro tra i fornelli avendo la qualifica di aiuto cuoco, ci dice di aver trovato molto interessante il corso e queste prime settimane di sperimentazione.
Il laboratorio a disposizione delle famiglie per marmellate e conserve - "Questo laboratorio - dice Dario Armando - trasformerà i prodotti di Cascina Pensolato ma potrà lavorare anche per altre aziende e per le famiglie che intendono fare la marmellata o la conserva ma non hanno lo spazio o il tempo per cuocerla in casa". Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere al punto vendita di Cascina Pensolato in via Sacco 7/B (3511818612).











