di Andrea Ottolia
La Fedeltà, 27 giugno 2026
Progetto della Fondazione Azzoaglio, che ha coinvolto la Cooperativa Perla attiva nel carcere di Fossano e la Residenza La Corte di Dogliani. Si è concluso il progetto “Dalle parole alla ceramica”, promosso dalla Fondazione Azzoaglio in collaborazione con la Cooperativa Perla e la Residenza La Corte di Dogliani. Un’iniziativa che ha saputo mettere in relazione mondi apparentemente lontani, creando un ponte tra gli anziani ospiti della struttura e le persone detenute della Casa di reclusione di Fossano attraverso il linguaggio universale dell’arte.
Il percorso ha preso avvio alla Residenza La Corte di Dogliani, dove educatori e arteterapeuti della Fondazione Azzoaglio hanno condotto un laboratorio dedicato all’ascolto e alla raccolta delle memorie degli ospiti. Racconti di vita, ricordi ed esperienze personali sono stati raccolti e successivamente condivisi con il laboratorio di ceramica della Cooperativa Perla attivo all’interno della Casa di Reclusione di Fossano.
Qui le persone detenute hanno trasformato quelle testimonianze in una serie di piastrelle artistiche in ceramica, progettate e realizzate con cura per restituire agli stessi protagonisti delle narrazioni un oggetto capace di custodire e rendere tangibile la loro memoria. Il risultato è una collezione di opere uniche che raccontano storie, favoriscono l’incontro tra persone che non si sono mai conosciute e testimoniano il valore sociale dell’arte come strumento di relazione.
“Questo progetto rappresenta in modo molto chiaro il significato del lavoro educativo e arteterapeutico che la Fondazione porta avanti nei contesti fragili - dichiara Elena Ramondetti, direttrice della Fondazione Azzoaglio. L’arte è stata utilizzata come linguaggio capace di creare connessioni tra persone che non si sono mai incontrate.
Gli ospiti della residenza hanno avuto la possibilità di raccontare la propria storia e di sentirsi ascoltati; le persone detenute hanno accolto quelle parole e le hanno trasformate in oggetti concreti attraverso il lavoro manuale e creativo. Dal punto di vista pedagogico questo processo favorisce il riconoscimento reciproco, la valorizzazione dell’esperienza personale e la costruzione di significati condivisi; la trasformazione della memoria in materia permette di dare forma, valore e continuità alle storie delle persone”.
L’iniziativa ha avuto un forte impatto anche sugli anziani coinvolti, che hanno vissuto il laboratorio come un’importante occasione di espressione e condivisione. “Per i nostri ospiti è stata un’esperienza molto significativa - afferma Deborah Divulsi, direttrice della Residenza La Corte di Dogliani -. Essere ascoltati, raccontare la propria vita e vedere quelle parole trasformate in un’opera concreta ha generato emozione e partecipazione. Occasioni come questa contribuiscono a mantenere vivo il dialogo con il territorio e permettono agli ospiti di sentirsi parte attiva di una comunità più ampia”.
Anche per le persone detenute il progetto ha rappresentato un’esperienza di crescita, coniugando formazione professionale, creatività e responsabilità sociale. “All’interno del laboratorio di ceramica osserviamo ogni giorno quanto sia importante che il lavoro realizzato dalle persone detenute possa avere una destinazione concreta e un valore per la comunità - sottolinea Valentina Macchioni, titolare della Cooperativa Perla -. Ricevere le testimonianze degli anziani e tradurle in manufatti artistici ha richiesto attenzione, cura e sensibilità. Questo percorso ha permesso ai partecipanti di confrontarsi con storie autentiche, sviluppando competenze professionali ma soprattutto consapevolezza, responsabilità e capacità di relazione”.
Per la Fondazione Azzoaglio, il progetto rappresenta un esempio concreto della propria missione di creare connessioni tra realtà diverse del territorio. “La Fondazione Azzoaglio nasce con l’obiettivo di costruire ponti tra persone, istituzioni e realtà del territorio - dichiarano Erica Azzoaglio, vicepresidente e fondatrice della Fondazione Azzoaglio, e Simone Azzoaglio, consigliere di Amministrazione e fondatore della Fondazione. Iniziative come questa dimostrano che la collaborazione tra mondi diversi può generare opportunità concrete di crescita e di incontro. Attraverso la memoria degli anziani, il lavoro delle persone detenute e l’impegno degli operatori coinvolti, si crea una comunità più consapevole e più capace di riconoscere il valore di ogni persona. Crediamo che il ruolo di una fondazione sia anche quello di favorire queste sinergie, mettendo in rete competenze, esperienze e sensibilità diverse per generare percorsi che producano valore sociale e culturale per il territorio”. “Dalle parole alla ceramica” lascia così in eredità non soltanto una serie di manufatti artistici, ma un’esperienza che dimostra come l’ascolto, la memoria e la creatività possano diventare strumenti di inclusione, dialogo e crescita condivisa, trasformando storie personali in un patrimonio collettivo capace di unire generazioni e realtà differenti.









