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di Barbara Morra

La Stampa, 9 giugno 2022

A settembre dello scorso anno, in piena raccolta degli ortaggi, era stato inaugurato il laboratorio di trasformazione alimentare. Ora tocca a quello del pane. È il progetto di formazione e lavoro che il carcere “Santa Caterina” di Fossano sta portando avanti in collaborazione con la Regione, cooperative, associazioni, società del territorio e il sostegno della Fondazione Crf. La direttrice della casa di reclusione, Assuntina Di Rienzo ha diffuso nei giorni scorsi gli inviti per l’inaugurazione che si terrà sabato 18 giugno, alle 10,30.

“Il pane viene preparato e cotto nel locale che affianca il laboratorio di trasformazione degli ortaggi - spiega Michela Manzone, una delle educatrici che seguono l’iniziativa. Il progetto riguarda, al momento, un detenuto in tirocinio formativo pagato dalla Regione. A lavoro avviato si punta a impiegare due persone oltre al dipendente della società che fa da traino”.

Il laboratorio è stato chiamato “APpena sfornato” ed è promosso da Mondo pane srl, società partecipata da Mondo Food di Mondovì e selezione Baladin. Il prodotto viene commercializzato attraverso i punti vendita di questa società che ha i locali del carcere in comodato d’uso.

“Nel frattempo sono stati avviati altri due laboratori - aggiunge Manzone - che verranno presentati in concomitanza con quello del pane: uno di ceramica con la cooperativa Perla che da luglio occuperà un detenuto in borsa lavoro per tirocinio formativo”. Il laboratorio porta il titolo di “Filidellastessatrama” e produrrà oggetti in ceramica per feste, matrimoni e prime comunioni che verranno messe in commercio da “Tam Tam” di Savigliano, punto vendita della cooperativa Perla.

Conclude l’educatrice: “Questo laboratorio si svolge in quello che noi chiamiamo “secondo cortile”, uno spazio aperto diverso rispetto a quello che ospita la parte alimentare. Sarà affiancato dalla terza nuova attività chiamata “Mani Libere” e proposta dalla cooperativa DrinnGreen: si tratta di assemblaggio di materiali plastici da recupero per costruire giocattoli e altri oggetti. Occuperà tre detenuti in borsa lavoro a tempo pieno per tre mesi prorogabili a sei. È previsto anche il riciclo in via sperimentale di materiale recuperato dall’esterno”.

Il laboratorio già avviato di trasformazione di frutta e verdura è gestito dalla Cascina Pensolato di Sant’Antonio Baligio che già occupa detenuti in lavori esterni. I prodotti che escono trasformati dal carcere sono i più vari, dalle confetture, alle conserve di pomodoro ma anche quelli più da gourmet come i pomodorini ripieni, le melanzane, ogni tipo di verdura. La distribuzione avviene con il negozio della Cascina (a Fossano in via Sacco ndr) e gruppi privati di acquisto. In concomitanza per le colture di Cascina Pensolato è nata una collaborazione con il presidio Slow Food “La Granda” guidato da Sergio Capaldo.