di Agata Pagani
targatocn.it, 1 giugno 2019
Le opere sono state allestite nella sala d'attesa della stazione in linea con il tema della mostra. Che cos'è l'attesa? Ognuno può darne una definizione diversa: c'è l'attesa del passeggero che intraprende un viaggio, quella del giovane che non vede l'ora di diventare adulto, quella del detenuto che conta i giorni che lo separano alla libertà in un misto di senso di aspettativa e timore per quello che il reintegro nella società può significare. Ecco che l'attesa diventa un sentimento comune tra alcuni detenuti del carcere di Fossano e un gruppo di giovani del movimento dei Focolari che si sono incontrati, hanno portato avanti un laboratorio artistico e realizzato delle opere che raccontano il punto di vista di ciascuno sull'attesa.
Quale luogo migliore della sala d'aspetto della stazione ferroviaria, dunque, per allestire una mostra permanente che racconti al passeggero le diverse declinazioni date all'attesa. "Se si costruisse la casa della felicità, la stanza più grande sarebbe la sala d'attesa" si legge nelle parole di Jules Renard sul pannello esplicativo della mostra ed ecco che al passeggero viene offerto l'invito ad ascoltare le proprie sensazioni nel tempo trascorso ad aspettare.
Gli artisti sono citati in rigoroso ordine sparso, solo i nomi, nessun cognome, nessuna distinzione tra il ragazzo effervescente e l'uomo navigato dietro le sbarre. Sono Massimo, Salvatore, Annunziato, Michael, Clerim, Matteo, Antonio, Ion, Antonello, Gianluca, Gianni, Diego, Gioele, Gabriele, Samuele, Daniele, Marco, Giorgio, Matteo, Mattia, Leonardo, Andrea, Federico, Gabriele, Luca, Cristina, Chiara, Beatrice ed Enrico. L'idea è partita dai ragazzi del Movimento dei Focolari che avevano l'idea di portare nel mondo la fraternità tramite azioni concrete e hanno offerto le loro abilità al laboratorio di disegno condotto dalla volontaria Beatrice. Lavorando insieme, tra risate e macchie di vernice, legno, chiodi e sapone si sono creati legami di amicizia, si sono sciolti pregiudizi e si è scoperto che ciascuno aveva qualcosa da offrire.









