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di Giulia Poetto

La Stampa, 7 novembre 2024

Due detenuti della Casa circondariale di Fossano coinvolti in un progetto di reinserimento scontano la pena inseriti nello staff del "McDrive" dove si occupano della preparazione dei pasti. Succede da McDonald's che un team di 35 persone per il quale la squadra è tutto accolga a braccia aperte, facendolo sentire uno di loro, chi sta giocando una partita ben diversa, dietro le sbarre, ma non vuole farsi sfuggire l'occasione di gettare le basi della vita del dopo. E quello che va avanti da luglio al McDrive di Fossano, dove due detenuti che stanno finendo di scontare la pena nella casa di reclusione di Fossano lavorano come operatori di ristorazione veloce occupandosi di preparazioni alimentari. Un esperimento al debutto che si concluderà a dicembre, ma che visti gli ottimi risultati dovrebbe essere replicato, forse pure in altri ristoranti di Euro1, la società licenziataria dei ristoranti McDonald's nella Granda.


L'iniziativa è l'esito della collaborazione con diversi attori - Confesercenti Cuneo, l'associazione non profit Seconda Chance, la casa di reclusione di Fossano. "Siamo partiti non senza timori, ma in questi mesi il lavoro si è rivelato uno straordinario mezzo di riscatto, capace di superare qualsiasi stereotipo e pregiudizio - dice Alessandro Romano, amministratore delegato di Euro1 - Nello staff c'è una bella coesione, fattore chiave per rispettare gli standard di qualità e i tempi". Se la casa madrenon ha - ancora - un programma di inserimento nell'organico di detenuti, non ha fatto mancare il suo incoraggiamento al test, il cui successo dimostra che anche per una realtà imprenditoriale espressione di un marchio globale l'innesto di forze lavorative dal mondo del carcere si può fare. Servono buona volontà e i giusti compagni di viaggio. "Il nostro compito è sensibilizzare gli imprenditori sulle ricadute positive, economiche e sociali, dell'impiego di detenuti, e mettere in rete i vari soggetti - carceri, istituzioni, imprese - che, insieme, possono dare una seconda possibilità ai detenuti", spiega Claudia Polidoro, referente di Seconda Chance per il Piemonte, che restituirà l'azione dell'associazione non profit domani alle 18 nell'evento "Lavoro. Genesi di un riscatto", voluto da Romano per condividere con l'imprenditoria locale - e chissà, ispirarla - e le istituzioni la sua esperienza. Nella sede della Fondazione Fossano Musica, in via Bava San Paolo a Fossano, interverranno anche il direttore di Confesercenti Cuneo Nadia Dal Bono e Antonella Aragno, responsabile dell'area rieducativa della casa di reclusione di Fossano. Ospite d'onore l'ex calciatore e dirigente sportivo Michele Padovano, che presenterà il suo libro "Tra la Champions e la libertà", il racconto di tante vittorie sul campo e della sua vicenda giudiziaria lunga 17 anni, al termine della quale è stato assolto da tutte le accuse. "L'assoluzione racchiude due messaggi importanti: nella vita non si deve mai mollare e non bisogna limitarsi alle apparenze per giudicare", ha detto Padovano. All'incontro, arricchito da interventi artistico-musicali a cura di Mario Bois e Enzo Fornione, seguirà un rinfresco con specialità made in McDonald's e Cascina Pensolato. Ingresso libero su prenotazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..