sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

ideawebtv.it, 13 febbraio 2025

“In Italia sette detenuti su dieci rientrano in carcere. Questa percentuale si abbassa notevolmente - in pratica, solo uno su dieci - se durante la detenzione hanno seguito un percorso inclusivo studiato per il reinserimento nella società”. Bruno Mellano, dal 2014 Garante dei detenuti e delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà della Regione Piemonte, esprime soddisfazione per l’apertura di un negozio nella casa di reclusione di Fossano, uno dei pochi istituti penitenziari in Italia situati nel centro storico di una città. “Perla, una via di fuga” è il nuovo progetto della Coo­perativa Perla - racconta con entusiasmo la responsabile Gra­zia Oggero - in una sfida lanciata dalla direzione del carcere di Fossano che vuole, con l’apertura di un negozio di prodotti realizzati all’interno dell’istituto e del mondo “made in carcere” in generale, abbattere simbolicamente i muri del pregiudizio”.

Già operativo, in verità, dalla metà di dicembre, la settimana scorsa il negozio ha vissuto la sua inaugurazione ufficiale con le autorità cittadine, sindaco Tallone in testa, che ha rivelato di “venire sovente a fare la spesa, perché è un bel segnale di vicinanza, perché in questo modo il carcere si vede sotto una luce positiva”.

Il nuovo esercizio, in via Giovenale Ancina 1, nel de­dalo delle stradine a due passi dall’asse centrale di via Roma e dagli antichi bastioni della città, è stato ricavato nella cinta muraria della casa di reclusione, ospitata nel complesso dell’ex convento delle Clarisse, costruito nel ‘600.

Si tratta del primo punto vendita in un carcere aperto an­che all’esterno e agli acquisti dei cittadini, né più né meno come un negozio di alimentari qualsiasi. Ovvia­men­te con tutte le misure di sicurezza che un carcere deve avere.

“È prevista - aggiunge Ogge­ro - l’assunzione di due detenuti che, con le responsabili della cooperativa, gestiscono il punto vendita proponendo prodotti appena sfornati, co­me pane, pizza, focacce, del laboratorio “Panatè Gli_evitati”; prodotti freschi, coltivati nelle serre di Cascina Pensolato di Fossano; conserve, marmellate, ragù e piatti pronti di gastronomia vegetariana e vegana prodotti nel laboratorio “Ap_pena Lavo­rata”, direttamente nella casa di reclusione fossanese. Il tutto, in una cornice colorata e impreziosita dalle ceramiche di “Filidella­stessatrama”, sempre create nell’istituto penitenziario locale”.

Nel punto vendita ci sono anche eccellenze del “made in carcere” italiano, con prodotti che arrivano da Roma, Venezia, Pozzuoli, Saluzzo, Catania, Alba e da molti altri istituti di pena della Penisola.

“La direzione dei lavori di allestimento, la gestione pratica, commerciale ed economica - dice ancora Oggero - è stata affidata alla nostra cooperativa, dove sono stati coinvolti i detenuti anche nella realizzazione del locale e degli arredi”.

“Grazie a iniziative come questa non sembra più di essere in un carcere - aggiunge la direttrice della casa di reclusione Assuntina De Rienzo - il nostro ormai è un percorso a 360 gradi e devo dire un enorme grazie a chi ha permesso e ha partecipato al no­stro lavoro di squadra. Con Perla collaboriamo ormai da qualche anno su diversi progetti nel campo alimentare ed in quello artigianale”.

Nata nel 2020, la Coope­ra­ti­va da maggio del 2021 collabora con la Direzione del Carcere di Fossano, per attività lavorative dentro e fuori dalle mura dell’istituto.

Due al momento i laboratori attivi all’interno del carcere: “Filidellastessatrama”, laboratorio di produzione di ceramiche artigianali, e “Per_lab”, laboratorio di recupero e restauro piccoli mobili ed oggetti in legno.

Collabora per la gestione delle attività all’interno con la Cooperativa Sociale Agricola Cascina Pensolato per quanto riguarda Ap_pena Lavorata, laboratorio di trasformazione ortofrutticola.

Inoltre vengono gestite altre iniziative di reinserimento sociale e lavorativo con detenuti che possono lavorare all’esterno, come partecipazione a fiere e mercatini dell’artigianato, per il reinserimento sociale del detenuto e per l’autosostenibilità economica dei progetti della cooperativa stessa.

E anche gestione e realizzazione di laboratori creativi di manipolazione dell’argilla, in scuole, associazioni di volontariato e centri diurni per disabili, sempre per il reinserimento sociale e per la promozione dei progetti della cooperativa.

Un’esperienza che arricchisce tutti, dimostrando che il carcere può essere uno spazio di opportunità e crescita. Come diceva Andrea Camilleri: “I muri si possono ancora abbattere. Basta avere il coraggio e la determinazione”.