di Barbara Morra
La Stampa, 9 febbraio 2025
C’è un nuovo collegamento tra il carcere e la città ed è fatto di cose concrete come i lavori handmade dei detenuti, il pane e gli ortaggi coltivati in regime di semilibertà. Già aperta da prima di Natale è stata inaugurata ufficialmente la Bottega Perla, il negozio che si trova dentro la casa di reclusione, adiacente ad uno dei cortili interni e che si affaccia all’esterno su via Ancina nel cuore del centro storico. Il progetto, fortemente voluto dalla direttrice Assuntina Di Rienzo, dall’area giuridico-pedagogica con Antonella Aragno e con il supporto del sostituto commissario Marino Spinardi, è stato affidato alla cooperativa sociale Perla che da tre anni opera al Santa Caterina con progetti lavorativi e di animazione sociale.
Il nuovo punto è aperto al pubblico nei normali orari delle attività commerciali e propone la vendita di prodotti dell’economia carceraria fossanese: dalle verdure fresche e lavorate della cooperativa Cascina Pensolato al pane e gli altri prodotti da forno della cooperativa Glievitati, in una cornice preziosa e colorata delle ceramiche del progetto Filidellastessatrama. Ci sono anche le eccellenze del “made in carcere” nazionale come il vino prodotto dal carcere di Alba, i prodotti di Famù e altro dall’Italia.
“La Perla è un progetto giovane perché nato nel 2020 in pieno lockdown - spiegano Grazia Oggero e Valentina Macchioni che fanno parte della cooperativa e lavorano in bottega, oltre che in carcere, insieme a un giovane detenuto -, sono iniziate le collaborazioni con la Cascina Pensolato ed è nato il laboratorio di ceramica che sta producendo lavori molto belli. C’è stato un grande impegno di fiducia da parte della direzione e dell’area di sorveglianza, tutti si sono messi molto in gioco per creare questo spazio in un modo che non era scontato”. Il ricavato dell’attività servirà a pagare lo stipendio del giovane che vi lavora e a sostenere il progetto.
Per il carcere di Fossano, la realizzazione della bottega è il coronamento di un processo evolutivo in materia di progetti intra ed extra murari, che da anni la direzione attua per le persone recluse, in una politica di inclusione, reinserimento sociale e lavorativo del detenuto. Si aumentano, infatti, le opportunità di lavoro dei detenuti in art. 21.









