di Romano Montroni
Corriere di Bologna, 6 dicembre 2020
Dove inizia la pietas e dove finisce la giustizia? Questo è uno dei dilemmi che attraversano il nuovo romanzo di Antonio Manzini, ispirato a un fatto realmente accaduto. Nora e Pasquale, proprietari di una tabaccheria, hanno subìto una rapina durante la quale il figlio Corrado è rimasto ucciso. La loro esistenza è distrutta da questa tragedia, che invece di unirli li ha allontanati.
Una mattina, Nora incontra in treno l'assassino del figlio. Com'è possibile che dopo appena sei anni sia già in libertà? Nora non riesce ad accettare che Corrado sia morto e che a quel balordo invece sia stata data la possibilità - attraverso sconti di pena - di rifarsi una vita. Ma quale sarebbe il prezzo giusto da pagare per aver ucciso un innocente? Trent'anni di carcere all'assassino avrebbero forse reso meno amaro il dolore dei genitori? Manzini non prova a dare risposte, ma ci immerge nell'interiorità dei protagonisti per farci comprendere i loro tormenti.
Antonio Manzini, "Gli ultimi giorni di quiete", Sellerio pp. 240, 14.00.











