La Repubblica, 31 luglio 2018
Fa discutere l'intervista rilasciata dalla regina del noir al quotidiano "Libero". E sulla discrezionalità dei giudici un altro affondo: "Non capisco la differenza delle sentenze su casi molto simili".
Franca Leosini, la signora del noir, instancabile intervistatrice di mostri e serial killer, ideatrice e conduttrice della trasmissione cult Storie Maledette, sulla legittima difesa non ha dubbi. Intervistata dal quotidiano "Libero", su uno degli argomenti più caldi delle ultime settimane ha risposto: "È una questione controversa. Premetto che avere armi da fuoco in casa è sempre pericoloso (anche se gli omicidi avvengono con le forbici, o i coltelli...).
Ma credo che chi si ritrovi un ladro in casa e spari, abbia il diritto di farlo, specie se in pericolo di vita. E l'idea che chi ha sparato per difendersi possa essere processato per omicidio, mi terrorizza. Certo, se il ladro scappa e gli spari alle spalle cambia tutto. Ma in genere mi inquieta la discrezionalità del giudice".
Una posizione, ha spiegato Franca Leosini nell'intervista, maturata soprattutto nei suoi tanti anni di carriera è quella sulla discrezionalità dei giudici. "Mi inquieta", spiega. "Nei 24 anni di Storie Maledette mi ha colpito la disparità di valutazione dei giudici a parità di reato".
Un esempio? "È vero che i crimini non sono mai sovrapponibili, però non capisco perché a Parolisi, che ha ucciso la moglie con 29 coltellate, hanno ridotto la pena a 18 anni, mentre a Cosima e Sabrina Misseri, che hanno ucciso Sarah Scazzi senza premeditazione né vilipendio di cadavere, sia stato dato l'ergastolo". Ovviamente le parole della giornalista sono subito rimbalzate nei social accendendo il dibattito - ma spesso è molto più che uno scontro - fra giustizialisti e contrari in ogni caso alla difesa fai-da-te.










