Redattore Sociale, 16 gennaio 2015
In Francia cala il tasso di suicidi nelle carceri: è la cifra più bassa dal 1991. Diverse le misure messe in atto negli anni per scoraggiare e prevenire: celle di protezione d'emergenza, tessuti non resistenti per le tenute dei detenuti ma anche videosorveglianza e sostegno psicologico.
In Francia le cifre riguardo i suicidi in carcere nel 2014 sono le più basse dal 1991, con 93 casi verificatisi: questi i dati riportati da Libération. La diminuzione dei casi è dovuta ad una politica di prevenzione iniziata nel 2009, che prevedeva un rafforzamento della formazione del personale penitenziario, l'applicazione di misure di sicurezza in caso di crisi suicide, come l'utilizzo di tessuti non resistenti per gli abiti dei detenuti e le celle di protezione d'urgenza - ossia stanze prive di appigli - per prevenire l'impiccagione, la lotta contro l'isolamento e la depressione; inoltre nel 2010 è stata creata all'interno dell'amministrazione penitenziaria la Missione di prevenzione e di lotta contro il suicidio in carcere.
Tra le nuove misure di prevenzione è stata anche creata in sette istituti la figura del compagno di cella di sostegno, che beneficia di una formazione per ascoltare, intercettare ed eventualmente soccorrere i detenuti con stress psicologico. E a fine dicembre il ministero della Giustizia francese ha definito un quadro giuridico che permette alle carceri che lo volessero di installare una telecamera nelle celle di protezione d'urgenza. Un'iniziativa che ha fatto discutere e suscitato polemiche. "Abbiamo invertito una tendenza" dichiara Julien Morel d'Arleux, responsabile di una sezione dell'amministrazione giudiziaria, che ammette però che "ci sono ancora dei margini di miglioramento".









