di Roy Lepore
Il Tirreno, 27 agosto 2022
Ex detenuto annuncia rivelazioni sulla vicenda del giovane morto in Francia. Nel dodicesimo anniversario della scomparsa di Daniele Franceschi - un carpentiere viareggino di 36 anni, padre di un bambino - morto in circostanze misteriose nel carcere di Grasse, il 25 agosto 2010, per la cui morte fu condannato un medico della struttura di detenzione, i familiari sono stati contattati da un 65enne viareggino che fu detenuto a Grasse in Francia alcuni anni prima.
L’uomo ha avuto un colloquio con l’avvocato, Aldo Lasagna, legale della famiglia, e si è detto disponibile a collaborare con gli inquirenti, italiani o francesi, per raccontare di episodi cruenti che avrebbe vissuto in quel carcere e che potrebbero far sorgere alcuni dubbi sulla versione ufficiale fornita dalle autorità francesi per giustificare la morte del giovane. I familiari nell’occasione ricordano che gli organi interni di Daniele non sono mai stati restituiti alla madre Cira Antignano, nonostante promesse e le assicurazioni del Governo francese.
Il giovane era in attesa di giudizio, accusato di avere utilizzato una carta di credito ritenuta fasulla in un locale della Costa Azzurra nel febbraio 2010. Dalle lettere inviate ai familiari dal carcere raccontava che non stava bene, che aveva la febbre, non aveva cure necessarie e faceva riferimento a situazioni al limite della norma. Poi il decesso. Quei racconti insospettirono poi i familiari: cosa era realmente accaduto in carcere e in ospedale, in Francia?
“Quest’uomo si è deciso a parlare solo adesso - dice l’avvocato Lasagna - in quanto, dopo avere scontato circa 20 anni in carceri italiane e straniere, fra cui quello di Grasse, per avere commesso reati contro il patrimonio, ha rassettato la sua vita, riorganizzandola, e a questo punto avendo saldato il suo conto con la giustizia, è intenzionato a raccontare quello che secondo lui accadeva nel carcere, dove purtroppo è morto Daniele. Lui in quel periodo era in un altro carcere, sempre in Francia, ma è venuto a conoscenza di quello che è avvenuto, e si è immedesimato in Daniele, perché anche lui ha subito dei maltrattamenti, soprusi, ed è pronto a volerli raccontare, dopo averlo fatto ai familiari e al sottoscritto, anche agli organi competenti”.
Cosa potrebbe dunque accadere dal punto di vista legale? “Ci potrebbero essere gli estremi della riapertura di un fascicolo conoscitivo con una rogatoria del nostro governo a quello francese per metterlo a conoscenza di questi nuovi eventuali elementi, che andrebbero a evidenziare episodi, che già nei vari dibattimenti del processo sono emersi più volte di cui la famiglia aveva sempre sospettato, fin da quando Daniele aveva fatto sapere che veniva trascurato, soprattutto nei momenti in cui non stava bene e le sue condizioni di salute peggioravano di giorno in giorno. Quest’uomo inoltre mi ha riferito nel corso del nostro colloquio anche della morte misteriosa nel carcere di Grasse di un cittadino marocchino di cui non si è mai saputo nulla”.










