di Giuseppe Letizia
cronachedi.it, 6 marzo 2023
Svolta nelle indagini sulla morte di Gilda Ammendola nel carcere di Parigi: la Procura ha deciso di rinviare l’autopsia prevista oggi. È emerso un presunto caso di violenza nell’istituto di pena. Probabilmente raccontato dalla ragazza al telefono con i familiari, subito dopo l’arresto, avvenuto il giorno precedente. Tutto in 24 ore.
Gli inquirenti cercano di fare luce su questo lasso temporale: dal fermo della 32enne di Ercolano incensurata, al decesso avvenuto il giorno dopo. Il condizionale è d’obbligo, perché le autorità francesi fanno filtrare le notizie col contagocce. Per ora si sa solo che è stata trovata impiccata. E i familiari hanno presentato una denuncia alla magistratura italiana. La Procura di Roma ha aperto una inchiesta e disposto l’esame medico legale. In attesa di avere riscontri degli accertamenti francesi.
Il sospetto - Emerge il sospetto di violenze nel carcere parigino. Percosse? Maltrattamenti? Abusi? Saranno le due indagini parallele a stabilirlo (italiana e d’Oltralpe). Intanto una intera cittadina attende con apprensione l’esito degli accertamenti. Non semplici. Bisogna coordinarsi con le verifiche svolte dalla magistratura francese, che ha disposto anche l’autopsia. Al momento si procede a rilento. E la famiglia si è rivolta all’avvocato Domenico Scarpone, per far emergere la verità.
Il timore di un depistaggio - Sì, perché ad oggi tutto è possibile. Pure l’ipotesi di un depistaggio. Qualcuno potrebbe non favorire le indagini (per non dire ostacolarle). Perché? Insomma c’è da lavorare e il pubblico ministero di Roma sta acquisendo informazioni di prima mano da Parigi, per capire come muoversi. Soprattutto dove indirizzare le verifiche: ovviamente coperte dal segreto istruttorio. Di certo c’è una inchiesta sulla morte di Gilda Ammendola nel carcere più grande d’Europa (accoglie oltre 4.100 detenuti).
La Procura indaga senza sosta - La Procura vuole cristallizzare la vicenda in fretta, per formulare un quadro. E punta a capire con l’autopsia se la 32enne fosse già deceduta al momento dell’impiccagione. È una pista battuta dagli investigatori. Non l’unica. La magistratura francese ha ascoltato il personale dell’istituto penitenziario e sviluppi potrebbero arrivare a breve. Ma la verità la potrà dire solo l’autopsia.










