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di Paolo Griseri


La Repubblica, 6 gennaio 2020

 

Intervista all'ex procuratore. "Temo però che anche questa volta la Francia troverà una giustificazione per ignorare le leggi e non consegnarci i nostri latitanti".

 

La Francia che concede l'estradizione ai terroristi italiani latitanti?

"Non conosco il fondamento delle indiscrezioni. E se devo dirle quel che penso, credo che anche stavolta non accadrà". Armando Spataro, ex procuratore capo a Torino, coordinatore a Milano del gruppo antiterrorismo, è scettico: "Tante volte si è annunciata quest'intenzione, ma non è mai successo".

 

Eppure, dottor Spataro, questa volta c'è la convenzione di Dublino che spingerebbe Parigi a consegnare queste persone alla giustizia italiana. Non è così?

"La verità è che i francesi sono sempre stati tenuti a consegnare queste persone all'Italia in base alle Convenzioni in tema di estradizione già prima vigenti. E non l'hanno mai fatto. Adesso si tira fuori la Convenzione di Dublino del 1996, che non a caso dice nell'art. 1 che serve a facilitare l'applicazione tra Stati Ue dei precedenti accordi in materia, quasi a trovare una giustificazione al fatto che in precedenza Parigi aveva ignorato le richieste di Roma".

 

Non lo ha fatto per la "dottrina Mitterrand"?

"Ormai si utilizza la "dottrina Mitterrand" come un brand, se ne parla a sproposito senza sapere di che cosa si tratti".

 

Uno scambio tra la rinuncia alla lotta armata e la rinuncia all'estradizione. Non era questo?

"Questa è solo una parte, quella che tutti sbandierano inclusi gli intellettuali che hanno difeso Battisti e ora non fanno autocritica. Comunque la dottrina non era una legge, ma un orientamento politico dello Stato francese. E poi i cardini di quella dottrina li illustrò chiaramente lo stesso Mitterrand in un'intervista a Marcelle Padovani. Le condizioni erano tre: oltre alla rinuncia alla lotta armata, non aver commesso fatti di sangue e non avere subito condanne definitive. Invece la Francia ha negato l'estradizione di terroristi che avevano compiuto omicidi e ferimenti e che avevano subito condanne passate in giudicato".

 

Com'è potuto accadere che uno Stato Ue negasse l'estradizione di cittadini condannati da un altro Stato europeo?

"Per anni in Francia è prevalso negli ambienti pseudo intellettuali un pregiudizio contro la giustizia italiana. Ricordo un episodio di molto tempo fa. Nell'ottobre del 2008 partecipavo a un convegno giuridico a Parigi sugli anni di piombo in Italia. Un giurista prese la parola scagliandosi contro "i tribunali speciali che in Italia giudicano i terroristi". Non ce la feci a stare zitto. Mi alzai dalla platea, chiesi scusa interrompendo il collega francese e chiedendogli quando e dove aveva appreso quella falsa notizia. A quel punto si alzò un signore che sedeva da un'altra parte della platea: "Sono Oreste Scalzone. Ha ragione il dottor Spataro. In Italia non ci sono stati tribunali speciali".

 

La tesi di coloro che in Francia sono ancora oggi contrari all'estradizione è che i latitanti del terrorismo siano ormai anziani e si siano inseriti nella società. Insomma perché incarcerarli dopo quarant'anni?

"Perché hanno un conto aperto con la giustizia che altri hanno pagato e loro no".

 

I loro legali chiedono una grazia. Che cosa risponde?

"Non entro nel tema della grazia, si tratta evidentemente di giudicare caso per caso, ogni situazione è diversa e io non la conosco. Poi, certo, la grazia è prevista dalla legge. Ma deve essere concessa dal Capo dello stato italiano. In linea generale, però, dico che molti di coloro che dovrebbero essere estradati non hanno mai manifestato alcun pentimento personale o espresso autocritica peri feroci delitti che hanno commesso. E poi la strada è semplice: quanti ritengono di avere diritto a concessioni di benefici e permessi, in conseguenza delle condizioni di salute di alcuni o per altre ragioni, potranno, una volta estradati, rivolgersi al Tribunale di sorveglianza competente per chiedere la concessione di quelli possibili. Questo è quello che fanno tutti i detenuti in Italia e non si vede per quale motivo per loro dovrebbe essere diverso".