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di Ettore Bianchi


Italia Oggi, 2 aprile 2021

 

Nelle carceri francesi sono detenute 66 terroriste. Per la prima volta, in Francia, ma anche in Europa, l'amministrazione penitenziaria francese si appresta ad aprire due strutture speciali di detenzione per donne incarcerate per atti di terrorismo e considerate pericolose e in grado di fare proselitismo. Ad oggi queste detenute particolari sono mescolate alle altre carcerate, a differenza degli uomini che si sono macchiati di reati di terrorismo che scontano la propria pena in prigioni dedicate.

Le nuove unità dedicate alle terroriste nelle prigioni non ha precedenti simili nel Vecchio Continente. Oggi, nelle prigioni francesi si contano 66 donne detenute per atti di terrorismo e un migliaio di detenuti radicalizzati. In estate verrà aperto nel centro penitenziario femminile di Rennes un'area che si occuperà della radicalizzazione. Inizialmente saranno ospitate sei donne che aumenteranno progressivamente fino alla fine del 2022: dovrebbero arrivare a una trentina, ma la cifra non è confermata. Inoltre, l'amministrazione carceraria non esclude che vi possano essere incarcerate le donne di ritorno dalla Siria attualmente detenute nei campi di detenzione curdi. Sarebbero in totale un centinaio di francesi delle quali avvocati e parlamentari hanno chiesto il rimpatrio.

La scelta di Rennes risponde alla necessità di stabilire un confine tra la detenzione classica e delle aree specializzare che accolgono prigioniere giudicate pericolose e in grado di fare proseliti. La sorveglianza sarebbe affidata a una trentina di persone, delle quali 17 in servizio giorno e notte, ma anche consiglieri per l'inserimento e la libertà vigilata e un sostegno psicologico.