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di Lara Boccalon

rainews.it, 8 novembre 2024

Negli ultimi tre mesi la popolazione carceraria in regione è aumentata del quaranta per cento. L’allarme del sindacato di polizia penitenziaria e del garante dei detenuti. A rilanciare l’allarme sul sovraffollamento carcerario il delegato nazionale per il FVG del sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria Massimo Russo sulla scorta degli ultimi dati aggiornati al 5 novembre. La situazione più grave a Trieste: 262 detenuti per una capienza di 150 posti. Non va meglio Udine: 184 detenuti per 86 posti, sovraffollate anche Gorizia e Pordenone. Al limite della capienza il carcere di massima sicurezza di Tolmezzo.

A livello regionale il totale della popolazione carceraria oggi ha superato le 700 unità contro le 678 di luglio quando già il Fvg era terzo in Italia per sovraffollamento carcerario. Due terzi dei detenuti sono stranieri il cui rimpatrio o estradizione permetterebbe di far rientrare l’emergenza - osserva Russo: “Solo negli ultimi tre mesi la popolazione detenuta nelle carceri friulane è aumentata del 40% le carceri sono al collasso servono urgenti interventi di natura strutturale e sul personale all’interno di queste strutture al fine di evitare nuove rivolte come quelle occorse lo scorso luglio”.

A Trieste si è tornati ai livelli di crisi della scorsa estate, la carenza di spazi costringe i detenuti a dormire sui materassi nei corridoi ed è riesplosa l’emergenza delle cimici dei letti presente da anni e mai risolta, segnala Russo. Tra il personale di polizia penitenziaria - rileva il sindacalista - cresce la preoccupazione e il timore di possibili rivolte mentre le aggressioni con sputi, insulti e minacce sono pressoché giornaliere così come aumentano i gesti autolesivi tra i detenuti, a Udine di recente tre in un solo giorno per protesta contro la mancanza del medico di guardia che questo mese sarà assente 20 giorni su 30 - fa sapere ancora Russo.

“Una situazione devastante per la vita delle persone detenute e per il personale penitenziario”, commenta il garante regionale dei detenuti Enrico Sbriglia. Per Trieste serve a suo avviso immaginare una nuova struttura adeguata alle sue aspirazioni di città europea e nell’immediato quantomeno bloccare il fenomeno delle cosiddette porte girevoli, cioè il trasferimento in carcere delle persone in attesa di udienza di convalida dell’arresto. Sbriglia annuncia una sua prossima visita dove la situazione è più critica per verificare di persona e segnalare al Ministero.