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di Ludovica Siani

rainews.it, 11 agosto 2026

A Trieste 255 detenuti a fronte di una capienza di 150 posti. Il garante regionale: “Servono più misure alternative alla pena”. Si potrebbe partire dai numeri per descrivere la situazione e il sovraffollamento degli istituti penitenziari del Friuli Venezia Giulia, ma il garante regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia, sceglie di raccontare la dimensione di ciò che ha visto e analizzato attraverso i dati con un’immagine: “Se tu hai due litri e mezzo d’acqua e li versi in una bottiglia da un litro e mezzo, inevitabilmente l’acqua si spande. Succede la stessa cosa nelle carceri, ma qui parliamo di vite umane”. Sbriglia legge con grande preoccupazione i dati aggiornati al 9 agosto relativi alla capienza e alle presenze nel carcere di Trieste: “Parliamo di un carcere - spiega - che dovrebbe contenere sulla carta 150 persone detenute, mentre le presenze erano 255, quindi ben oltre la capacità ricettiva”.

A tutto questo si aggiunge l’estate, quando il caldo e la mancanza di attività rendono la situazione ancora più difficile. Celle sovraffollate significano infatti anche il rischio di maggiori tensioni all’interno degli istituti. Diverse sono le priorità indicate dal garante per affrontare la difficile situazione del sovraffollamento. Alcune sono già state messe in campo, mentre per altre è necessaria una visione diversa: “Certamente - dice il garante - il nuovo carcere di San Vito al Tagliamento credo che possa favorire una mitigazione degli effetti più perversi che viviamo in regione. Occorrono politiche criminali diverse, ma soprattutto occorre puntare sulle misure alternative alla pena. Serve anche il coraggio di rischiare, sia da parte delle forze dell’ordine sia della magistratura di sorveglianza, perché sarebbe un rischio non più grave rispetto a quello che sta accadendo mantenendo un numero così alto di persone in carcere”.