rainews.it, 3 ottobre 2024
Il Garante dei diritti della persona Sbriglia: “Situazione deficitaria e disuguale in tutto il Paese. La questione è in testa alle mie priorità”. Confortante prendere atto delle intenzioni di un rinnovato e più forte impegno della Regione sulle cose che si devono fare - afferma il neo insediato garante regionale dei diritti della persona Enrico Sbriglia all’indomani della visita in carcere a Udine dell’assessore regionale alla salute Riccardo Riccardi che ha assicurato tutti gli sforzi possibili per garantire la prevenzione e la salute dei detenuti. Sbriglia pone la sanità penitenziaria in cima alle sue priorità e annuncia di voler incontrare i direttori e gli operatori penitenziari, oltre che i responsabili dei servizi sanitari nelle carceri e i sindacati della sanità e del mondo penitenziario per fare il punto nave e trovare soluzioni alle tante criticità. A cominciare dal fatto che il diritto alla salute nelle carceri dovrebbe essere garantito in maniera uguale ma in regione come nel resto d’Italia non lo è affatto, rileva Sbriglia.
Realtà confermata anche dal delegato nazionale per il Fvg del sindacato della Polizia penitenziaria Massimo Russo che segnala ad esempio un medico convenzionato h24 solo nel carcere di Tolmezzo e medici a singhiozzo e mai di notte più qualche professionista al bisogno negli altri penitenziari. Si deve uscire dal carcere per le visite specialistiche e spesso chiamare l’ambulanza anche solo per un mal di testa mentre la nuova psicologa appena arrivata a Udine era attesa da anni osserva ancora Russo.
Criticità legate alla carenza di medici - aveva ribadito proprio da Udine Riccardi. Al suo appello ai professionisti a fare un ulteriore sforzo per rendersi disponibili a offrire il loro servizio per una causa di elevato valore sociale risponde intanto il presidente regionale del sindacato autonomo dei medici Snami Stefano Vignando: manca ancora -sostiene - un accordo collettivo per un servizio di assistenza sanitaria penitenziaria che non appare garantito come prevede la normativa vigente declinata da una delibera regionale di ben otto anni fa di fronte alla quale Regione e aziende sanitarie - per Vignando - risultano dunque inadempienti.
Risale a otto anni fa, la delibera 820 della allora giunta regionale che prevede l’istituzione del servizio di sanità penitenziaria da parte dell’azienda sanitaria sul cui territorio è presente un carcere. Dispone che l’attività sanitaria venga garantita h 24 all’interno del penitenziario dai medici di medicina generale, convenzionati e infermieri. A supporto poi gli specialisti e altri professionisti come gli psicologi.
Una delibera rimasta sulla carta -rileva il presidente regionale del sindacato autonomo dei medici Snami Stefano Vignando secondo il quale pare non ci sia un servizio di assistenza penitenziaria organico nonostante sia previsto dalla legge, da quando è passato di competenza dal Ministero di Giustizia a quello della Salute e poi alle Regioni e aziende sanitarie. Per Vignando Regione e aziende sanitarie sono dunque inadempienti.
A prevederlo è anche l’accordo collettivo nazionale dei medici di famiglia del 2022 pure rimasto disatteso rileva il referente Snami per il quale se oggi le aziende sanitarie faticano a trovare medici disponibili per le carceri è anche a causa della mancanza di accordi sindacali collettivi. I pochi disponibili ci vanno a singhiozzo sono sotto stress e sottopagati - osserva ancora Vignando.
Il diritto alla salute deve essere garantito in maniera uguale in ogni Istituto penitenziario ma da ormai quasi un ventennio in regione come nel resto d’Italia non lo è affatto - afferma intanto da Trieste il neo insediato garante regionale dei diritti della persona Enrico Sbriglia, confermando uno stato di cose deficitario che non risponde alle aspettative. Per Sbriglia una situazione che è conseguenza di scelte nazionali del passato.
Il garante assicura che la questione è in testa alle sue priorità. Annuncia di voler incontrare i direttori e gli operatori penitenziari, che sono -dice- altre “vittime” collaterali, oltre che i responsabili dei servizi sanitari nelle carceri e i sindacati della sanità e del mondo penitenziario per fare il punto nave e trovare soluzioni possibili. Quanto alla visita dell’assessore alla salute Riccardi ieri al carcere di Udine confortante per il garante prendere atto delle intenzioni di un rinnovato e più forte impegno della Regione in materia sanitaria.










