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di Hubert Londero

telefriuli.it, 14 luglio 2024

Le carceri italiane sono diventate una polveriera sociale, un luogo invivibile per i detenuti e per chi vi lavora, dove la dignità dell’essere umano è annichilita e l’inaccettabile diventa normalità. È il severo giudizio espresso delle quattro Camere penali del Friuli Venezia Giulia in un comunicato congiunto dopo la rivolta scoppiata giovedì nel carcere del Coroneo a Trieste e quella al Cpr di Gradisca del giorno precedente.

Proprio giovedì si è conclusa la maratona oratoria a staffetta con la quale le 70 Camere penali italiane hanno voluto sensibilizzare sulla situazione drammatiche degli istituti di pena la società civile e la politica. Quest’ultima è finita nel mirino dei penalisti del Friuli Venezia Giulia. “Le sue risposte - scrivono - sono del tutto inadeguate. Il decreto legge 92 di quest’anno, che doveva essere orientato all’umanizzazione carceraria, non ha risolto nulla. Al suo interno non c’è alcuna norma in tal senso. L’aumento a 6 delle telefonate che i detenuti possono fare in un mese. continuano - e la complicazione della procedura per la liberazione anticipata non possono essere considerate umanizzazione carceraria”.

Per quanto riguarda il Coroneo, la sua situazione è stata più volte denunciata dal Garante comunale e dalla Camera penale di Trieste: 260 detenuti a fronte di 150 posti disponibili, materassi stesi sul pavimento accanto ai wc, carcerati devastati dai morsi delle cimici. Senza contare l’aumento degli ingressi, soprattutto per misure cautelari. “Non c’è più tempo - concludono le quattro Camere penali -, basta morire di carcere”.