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di Giuseppe Rolli

rainews.it, 27 agosto 2026

Il sindacato Snami: compensi parziali per le prestazioni effettuate e scarsa trasparenza, la regione e le aziende sanitarie intervengano. L’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari del Friuli Venezia Giulia resta un tema caldo. Nonostante nuovi accordi regionali, i medici denunciano ritardi nell’applicazione delle norme e incertezze sui loro compensi. Secondo il sindacato SNAMI, molti medici non ricevono il giusto riconoscimento economico per ogni paziente trattato, come previsto dagli accordi nazionale e regionali, una situazione che rischia di compromettere la qualità delle cure offerte ai detenuti e la motivazione degli operatori.

Secondo Stefano Vignando, presidente regionale dello SNAMI, “ad oggi, nonostante l’entrata in vigore dell’accordo attuativo aziendale e delle nuove tariffe non abbiamo ancora riscontro sull’effettiva applicazione delle norme. I medici di medicina generale che operano nelle carceri spesso ricevono un compenso solo parziale, soprattutto quando durante un intervento vengono trattati più pazienti”. “Noi chiediamo - continua Vignando - che venga riconosciuto il compenso per ogni singolo caso, come previsto dall’ACN e dagli accordi regionali. Inoltre manca trasparenza sui dati: non sappiamo quanti medici siano coinvolti, con quale contratto e quanti interventi vengano effettivamente richiesti.

È fondamentale che le istituzioni rispondano e garantiscano condizioni chiare e giuste, sia per i professionisti che per i pazienti detenuti”. Il sindacato SNAMI sollecita la Regione e le aziende sanitarie a fornire risposte rapide e a rispettare gli impegni presi. In gioco c’è “la tutela dei diritti dei medici e la qualità dell’assistenza nelle carceri, un servizio essenziale per la dignità di tutti”.