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di Marina Mingarelli

Il Messaggero, 31 marzo 2026

Maurizio Moauro, 64 anni, è deceduto dopo 48 ore di ricovero all’ospedale “Spaziani”: disposta l’autopsia. Un malore improvviso, il trasferimento d’urgenza in ospedale, poi una lunga attesa carica di speranze e, infine, la notizia più drammatica: la morte. Tanti gli interrogativi sulla morte di Maurizio Moauro, 64 anni, detenuto nel carcere di Frosinone, deceduto dopo essere stato al pronto soccorso dell’ospedale “Fabrizio Spaziani”. Secondo le informazioni raccolte, l’uomo, che stava scontando un cumulo di pene, lo scorso 24 marzo sarebbe stato colto da un improvviso malore mentre si trovava all’interno della sua cella. Dopo una prima visita da parte del medico del carcere, considerate le condizioni del detenuto, sarebbe stato disposto il trasferimento urgente presso il pronto soccorso dello Spaziani. Per circa 48 ore il 64enne è rimasto ricoverato, mentre familiari e conoscenti attendevano notizie sulle sue condizioni di salute.

Poi il tragico epilogo: il cuore di Maurizio Moauro ha smesso di battere, lasciando dietro di sé una scia di domande che ora attendono risposta. La Procura di Frosinone, nella persona del pubblico ministero Emiliana Busto, ha immediatamente disposto il sequestro della cartella clinica e l’esame autoptico sulla salma. L’incarico per effettuare l’autopsia è stato affidato al medico legale Benedetta Baldari, che dovrà stabilire con precisione cosa abbia provocato la morte dell’uomo. Un aspetto che rende la vicenda ancora più delicata riguarda il fatto che, almeno da quanto trapela, il detenuto non sarebbe stato affetto da particolari patologie pregresse. Un elemento che accresce i dubbi dei familiari, oggi determinati a conoscere la verità su quanto accaduto nelle ore precedenti al decesso. I parenti del 64enne si sono affidati all’avvocato Gianmarco De Robertis, al quale hanno conferito mandato affinché li rappresenti nelle sedi opportune e tuteli i loro diritti. La richiesta della famiglia è chiara: comprendere se tutto sia stato fatto nel modo corretto e se il destino dell’uomo potesse essere diverso. Nel frattempo resta il dolore per una morte improvvisa e il peso di un’attesa che ora si sposta sul tavolo degli accertamenti medico-legali.