di Aldo Simoni
Corriere della Sera, 1 settembre 2023
Ex tossicodipendente, era stato condannato per spaccio di droga e rapine. Indagini su eventuali carenze nei controlli. Una vita difficile, segnata prima dalla droga e poi da una serie di rapine. Ieri un 35enne di Ceccano, si è tolto la vita nel carcere di Frosinone, dove era recluso. Sull’accaduto è stata avviata un’indagine da parte della Procura. Il detenuto, che era solo in cella, si è impiccato all’alba: è stato soccorso e trasferito all’ospedale di Frosinone ma quando è giunto al Pronto soccorso non c’era già più nulla da fare.
Le rapine ai distributori e alle Poste - Antonio Di Mario era stato arrestato una prima volta per una serie di rapine (ben cinque) commesse in una sola notte ai danni di altrettanti distributori di carburante, tra Frosinone e Latina. Condannato, venne rinchiuso nel carcere di Pescara. Espiata la pena, è tornato in Ciociaria dove ha cercato lavoro. Ma senza successo. Così, lo scorso anno, ha ricominciato a delinquere. Lo ha fatto vicino alle Poste di Ceccano dove ha aggredito un anziano che stava prelevando soldi al bancomat. Arrestato dalla polizia, era in custodia cautelare in attesa dell’udienza preliminare fissata per novembre.
La dipendenza dalla droga - “Mi chiamava spesso - confida il suo avvocato, Filippo Misserville - perché voleva tornare in una comunità di recupero. Esperienza che, in passato, non aveva sortito grandi risultati, ma ora lui voleva riprovarci. L’uso di droga, infatti, lo aveva ulteriormente indebolito sia fisicamente che psicologicamente. Indubbiamente un’infanzia difficile lo aveva segnato sin da piccolo”. I genitori, infatti, sono morti - per cause naturali - quando Antonio era ancora adolescente. E lui si appoggiava all’unica sorella che aveva. Come abbia potuto procurarsi la corda resta da chiarire.











