rainews.it, 20 febbraio 2025
Aveva 52 anni, approfittando dell’assenza momentanea dei compagni di cella si è impiccato. Tra meno di un anno sarebbe uscito, ma non avrebbe trovato nessuno ad aspettarlo. Si è impiccato nella sua cella nel carcere di Frosinone. Un detenuto italiano di 52 anni si è suicidato a meno di un anno dal fine pena, ma quando sarebbe dovuto uscire dal penitenziario probabilmente non avrebbe trovato nessuno ad aspettarlo. Potrebbe essere questo il motivo del tragico gesto di cui ha dato notizia Massimo Costantino, segretario del sindacato Fns Cisl. Si tratta del secondo suicidio avvenuto in un penitenziario del Lazio dall’inizio dell’anno.
L’uomo era arrivato un anno fa nel carcere di Frosinone dopo aver scontato cinque anni a Regina Coeli, sarebbe tornato in libertà tra poco. Tuttavia, Secondo il Garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia, il detenuto non aveva nessuno ad attenderlo fuori e nell’ultimo anno non aveva ricevuto visite o effettuato colloqui. Era seguito dal Servizio per le Dipendenze e, a fine gennaio, l’équipe dell’istituto lo aveva proposto per un’alternativa in comunità, ma aveva rinunciato prima di poter intraprendere questo percorso.
Il gesto estremo è avvenuto mentre uno dei due compagni di cella era a lezione e l’altro era a colloquio. Nel frattempo, il Garante dei detenuti partecipava a una riunione con la dirigenza della ASL di Frosinone e la direzione dell’istituto proprio nel penitenziario di via Cerreto, quando è arrivata la drammatica notizia. Attualmente, il carcere di Frosinone si trova in una condizione di sovraffollamento, con circa 60 detenuti in più rispetto alla capienza massima. Nelle ultime settimane, si sono verificati anche diversi episodi di aggressione al personale sanitario ASL operante all’interno della struttura.
La situazione è resa ancora più critica dalla grave carenza di personale di Polizia Penitenziaria. Di fronte a questa emergenza, il sindacato Fns Cisl Lazio ha ribadito la necessità di misure eccezionali per migliorare la situazione nelle strutture penitenziarie e negli organici. Il sovraffollamento e la carenza di personale compromettono sia la sicurezza che il trattamento dei detenuti, rendendo ancora più difficile la gestione quotidiana all’interno del carcere di Frosinone.











