frosinonetoday.it, 15 agosto 2026
Per la formazione amaranto è stata anche un’occasione per mettere minuti nelle gambe in vista della nuova stagione agonistica. Una partita diversa da tutte le altre, giocata alla vigilia di Ferragosto sul campo della Casa Circondariale di Frosinone. Da una parte una selezione dei detenuti, dall’altra il Ferentino Calcio, formazione che milita nel campionato di Eccellenza laziale. Novanta minuti - al di là del risultato - nei quali lo sport diventa occasione di incontro con il mondo esterno e soprattutto uno degli strumenti del percorso rieducativo all’interno dell’istituto penitenziario. Niente spalti gremiti, niente erba e nessuna atmosfera da stadio. Intorno al terreno di gioco ci sono i muri della Casa Circondariale di Frosinone e ad ogni accelerazione dei calciatori la terra battuta solleva nuvole di polvere.
Eppure quella disputata alla vigilia di Ferragosto è stata probabilmente una delle partite più sentite dai suoi protagonisti. Una rappresentativa dei detenuti ha infatti affrontato il Ferentino Calcio, squadra impegnata nel campionato regionale di Eccellenza. Per la formazione amaranto è stata anche un’occasione per mettere minuti nelle gambe in vista della nuova stagione agonistica; per i detenuti, invece, il significato è andato molto oltre l’aspetto sportivo.
La partita contro il Ferentino non rappresenta, infatti, un episodio occasionale. Secondo quanto comunicato in occasione dell’evento, si tratta già della quinta partita organizzata all’interno della Casa Circondariale di Frosinone e un ulteriore incontro è previsto successivamente. Negli ultimi anni il calcio è stato utilizzato più volte nell’istituto di via Cerreto come strumento di socializzazione e reinserimento.
Nel giugno 2025, ad esempio, era stato organizzato un triangolare che aveva messo insieme una rappresentativa dei detenuti, il personale dell’amministrazione penitenziaria e l’Under 19 del Valmontone. All’appuntamento avevano partecipato anche rappresentanti delle istituzioni e del mondo sportivo, tra i quali il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli e Alessandro Frara per il Frosinone Calcio. Qualche mese prima, nell’aprile dello stesso anno, i detenuti avevano invece incontrato sul campo una rappresentativa dei giovani avvocati dell’Aiga di Frosinone. Anche in quel caso l’iniziativa era stata inserita nelle attività trattamentali e risocializzanti dell’istituto. Una storia che viene ancora più da lontano. Già negli anni precedenti erano state organizzate partite sotto il significativo slogan “Un calcio al pregiudizio”, mettendo in contatto i detenuti con realtà differenti del territorio.
Il calcio come parte del percorso rieducativo - È proprio la continuità delle iniziative a rappresentare uno degli aspetti più significativi. Lo sport in carcere non viene considerato soltanto come attività fisica o momento ricreativo. Può diventare uno strumento attraverso il quale lavorare sul rispetto delle regole, sulla capacità di stare all’interno di un gruppo, sulla gestione delle emozioni e sulla responsabilizzazione individuale. Principi che assumono un valore particolare all’interno di un percorso detentivo orientato, come stabilisce la Costituzione, alla rieducazione e al reinserimento sociale. Per chi vive quotidianamente dietro le mura del carcere, inoltre, l’ingresso di una squadra proveniente dall’esterno rappresenta un’occasione di confronto con una realtà dalla quale la detenzione determina inevitabilmente una separazione.
Il ringraziamento del direttore Francesco Cocco - Gli stessi detenuti hanno voluto ringraziare la direzione della Casa Circondariale per aver reso possibile l’incontro. Da parte sua il direttore dell’istituto, Francesco Cocco, ha rivolto il proprio ringraziamento al personale penitenziario per quello “spirito di collaborazione” che permette di realizzare iniziative finalizzate alla funzione rieducativa della pena. Ed è forse proprio questa la fotografia più significativa della giornata. Su un campo senza erba, circondato da mura alte al posto delle tribune, per qualche ora le differenze tra chi arrivava dall’esterno e chi quelle mura le vive quotidianamente sono state affidate semplicemente a un pallone. Per il Ferentino è stato un test in preparazione della nuova stagione. Per gli uomini che hanno indossato la maglia della rappresentativa del carcere di Frosinone, quella della vigilia di Ferragosto è stata soprattutto, come l’ha definita uno di loro, una partita per ricominciare.









