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di Clemente Pistilli

La Repubblica, 24 aprile 2022

La procura ha chiesto il carcere a vita per Daniele Cestra, 44enne di Sabaudia. È accusato di aver ucciso due detenuti e sospettato di altri due omicidi avvenuti sempre dietro le sbarre.

Per mesi, all’interno del carcere di Frosinone, si è aggirato un serial killer. Un detenuto, che stava scontando una pena proprio per omicidio, si è trasformatosi dietro le sbarre in un assassino seriale, uccidendo i compagni di cella e poi simulandone il suicidio.

Dopo un’istruttoria durata due anni e mezzo il pm Vittorio Misiti si è convinto sempre di più della sua ipotesi e per Daniele Cestra, 44enne di Sabaudia, ha chiesto alla Corte d’Assise del Tribunale di Frosinone la condanna all’ergastolo.

L’imputato, dopo una vita randagia costellata di qualche piccolo reato, durante un furtarello in un’abitazione a Borgo Montenero, nel Comune di San Felice Circeo, nel 2013 uccise la proprietaria della casa, Anna Vastola, di 81 anni. L’anziana sentì dei rumori e all’improvviso si trovò davanti Cestra, che stava rovistando tra armadi e cassetti.

La 81enne iniziò ad urlare e il ladro la colpì a morte con una pala, scappando con un bottino misero. I carabinieri lo arrestarono e per quell’omicidio il 44enne venne condannato a 18 anni di reclusione. In carcere però si sarebbe trasformato in un vero e proprio serial killer. Il 17 agosto 2016, a Frosinone, venne trovato impiccato il compagno di cella dell’imputato, l’anziano Giuseppe Mari, di Sgurgola, piccolo centro della Ciociaria, e il 24 marzo dell’anno precedente era stato trovato nelle stesse condizioni un altro detenuto, il 60enne Pietropaolo Bassi, che ugualmente divideva la cella con il pontino.

Per il sostituto Misiti, che inizialmente aveva sospettato che Cestra fosse responsabile anche di altri due morti e di un tentativo di avvelenamento, a uccidere i due detenuti fu l’imputato. Una convinzione maturata soprattutto alla luce della consulenza medico-legale compiuta dalla dottoressa Daniela Lucidi e dalla testimonianza di un detenuto, a cui il 44enne avrebbe confessato: “Tanto ne ho ammazzati tre e faccio anche questo che è il quarto”. Il prossimo 13 giugno parleranno i difensori di Cestra, gli avvocati Angelo Palmieri e Sinuhe Luccone, e poi verrà emessa la sentenza.