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di Clemente Pistilli


La Repubblica, 14 settembre 2019

 

Il Gup ha rinviato a giudizio Daniele Cestra, 41 anni, accusato di aver ucciso due compagni strangolandoli e poi simulando l'impiccagione. Nel carcere di Frosinone, per mesi, si è aggirato un serial killer. Un detenuto trasformatosi dietro le sbarre in assassino seriale, dopo una vita randagia costellata di qualche piccolo reato, fino a macchiarsi di quello di omicidio durante un furtarello, nel momento in cui si era trovato faccia a faccia con la vittima che aveva iniziato a urlare.

La convinzione del sostituto procuratore Vittorio Misiti da oggi è anche quella del giudice per l'udienza preliminare Antonello Bracaglia Morante. Negata sia una perizia medico-legale sulle vittime che una psichiatrica sull'assassino, il giudice ha rinviato a giudizio il 41enne Daniele Cestra, di Sabaudia, accusato di aver ucciso due detenuti e di averne poi simulato il suicidio. La prima udienza davanti alla Corte d'Assise del Tribunale di Frosinone è fissata per il prossimo 16 dicembre.

Sei anni fa, a Borgo Montenero, frazione nelle campagne di San Felice Circeo, all'ombra del promontorio, Anna Vastola, 81 anni, venne uccisa nella sua abitazione. Era dicembre. L'anziana sentì dei rumori in casa e all'improvviso si trovò davanti Cestra, che stava rovistando tra armadi e cassetti. Vastola iniziò ad urlare e il ladro, forse spaventato o solo per cercare di fuggire, la colpì a morte con una pala, dileguandosi poi con un bottino misero, fatto di poveri oggetti. I carabinieri risalirono in breve tempo al 41enne e lo arrestarono. Per quell'omicidio l'imputato venne infine condannato a 18 anni di reclusione. E una volta in carcere il 41enne pontino si sarebbe trasformato in un vero e proprio serial killer.

Nell'agosto 2016, a Frosinone, venne infatti trovato impiccato il compagno di cella del 41enne, l'anziano Giuseppe Mari, di Sgurgola, piccolo centro della Ciociaria, e poco tempo prima era stato trovato nelle stesse condizioni un altro detenuto, il 60enne Pietropaolo Bassi, che ugualmente divideva la cella con il pontino. Troppi due casi per essere frutto solo di casualità. La polizia penitenziaria iniziò a indagare, e il sostituto Misiti aprì un'inchiesta, sospettando che Cestra potesse essere responsabile anche di altri due morti sospette e di un tentativo di avvelenamento sempre in carcere.

Venne disposta una consulenza medico-legale e ora, per la morte di Mari e Basso, anche il giudice per l'udienza preliminare non ha dubbi: sono stati uccisi e ad assassinarli è stato Cestra. Li ha strangolati e poi ne ha simulato l'impiccagione. Ipotesi che dovranno ora trovare eventuali conferme davanti alla Corte d'Assise. Il giudice Bracaglia Morante ha negato un processo con rito abbreviato condizionato alle due perizie, chiesto dai difensori del 41enne, gli avvocati Angelo Palmieri e Sinuhe Luccone, disponendo il rinvio a giudizio.

E i familiari di Bassi, dopo essersi costituiti parte civile, hanno anche chiamato in causa come responsabile civile, per l'eventuale risarcimento, il Ministero della giustizia. Un verdetto che Cestra, presente oggi in udienza, attenderà nel carcere di Terni, dove è detenuto dopo aver cercato anche di evadere dal carcere di Velletri.