Nova, 4 febbraio 2015
Il vescovo ortodosso dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) Jovan Vraniskovski è stato rilasciato ieri sera dal carcere di Skopje. Il rilascio era stato approvato dalla direzione del carcere, ma la Procura della Repubblica aveva presentato ricorso.
Il Tribunale penale di Skopje, dopo il via libera della Procura di Stato per la criminalità organizzata, ha optato per il perdono di Vraniskovski. Descrivendolo come una persona di "immacolata condotta", il giudice ha osservato che era "diabetico e quindi con un bisogno di una dieta particolare, che il carcere non può fornire".
Vraniskovski è stato condannato a cinque anni e mezzo di carcere nel 2012 per essersi appropriato di circa 250 mila euro dalla Chiesa ortodossa macedone. Il sacerdote ha già scontato tre anni di pena, cioè più della metà della sua condanna. Per quasi un decennio, il religioso "ribelle" è stato al centro di una controversia tra la Chiesa ortodossa macedone e quella serba, che non riconosce l'indipendenza ecclesiastica di Skopje. La più influente Chiesa ortodossa serba ha offerto ai macedoni l'autonomia, ma non la totale indipendenza.
Per risolvere la controversia è intervenuto anche il vescovo ortodosso russo Ilarion Alfeev di Volokolamsk, che ha offerto una mediazione per arrivare a un compromesso. A dicembre, infatti, Alfeev ha invitato i leader macedoni a liberare Vraniskovski per l'apertura di colloqui, mediati dalla Russia, tra le comunità ortodosse di Fyrom e Serbia. La Chiesa serba non riconosce la sua controparte macedone, considerata come scisma, perchè si è staccata unilateralmente nel 1967. Il religioso russo ha detto che la Chiesa russa non poteva "riconoscere unilateralmente" la Chiesa macedone, decisione che dovrebbe essere presa su spinta di tutti gli ortodossi. "Siamo però disposti a fare da mediatori", ha detto il vescovo russo.
Vraniskovski, in realtà, è da tempo al centro di una grave disputa tra la chiesa ortodossa macedone e quella serba, che non riconosce l'indipendenza dell'altra. Alcuni anni fa, infatti, egli ha abbandonato la chiesa macedone per tornare sotto l'ala di quella serba, causando forti polemiche nel suo paese. Le autorità macedoni avevano condannato il religioso a due anni e mezzo di prigione.
Nel 2012, dopo la condanna del religioso macedone, il presidente serbo Tomislav Nikolic aveva proposto di risolvere i problemi esistenti con la chiesa ortodossa macedone, partendo da un'amnistia per il vescovo "dissidente" Zoran Vraniskovski, noto come vescovo Jovan, e in un decreto speciale sull'indipendenza della chiesa ortodossa macedone. Il prelato era stato arrestato nel novembre 2010 in Bulgaria in base ad un mandato di cattura dell'Interpol e le autorità della Fyrom avevano chiesto la sua estradizione perchè scontasse una pena detentiva inflittagli nel 2009 da una corte macedone per appropriazione indebita.
"Suggerisco di sederci e di parlare su tutto. Mi riferiscono all'atteggiamento della Macedonia sulla chiesa ortodossa serba e all'atteggiamento della Serbia sulla chiesa ortodossa macedone. Posso risolvere tutto questo, se intendono parlarmi. In caso contrario, questo problema non sarà mai risolto", aveva dichiarato Nikolic. "La Macedonia non è riuscita a risolvere questo problema. Forse non aveva interlocutori. Oggi in Serbia c'è qualcuno con cui parlare e io sono uno di loro. Rispetto la chiesa ortodossa serba e la chiesa ortodossa serba rispetta me: siamo in grado di risolvere questo problema", aveva aggiunto il presidente serbo.











