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di Liana Milella

La Repubblica, 26 settembre 2023

L’ex deputato di FI scelto dall’esecutivo dovrà dimettersi dall’incarico di professore a Firenze. Lavoreranno con lui anche l’avvocata Irma Conti (in quota Lega) e il civilista palermitano Mario Serio (indicato dall’ex pm Scarpinato oggi senatore M5S).

Benservito del governo Meloni e del Guardasigilli Carlo Nordio all’attuale Garante delle persone private della libertà Mauro Palma. Per mettere al suo posto, anche se a forte rischio incompatibilità perché è un dipendente pubblico, un uomo di partito, l’ex deputato di Forza Italia Felice Maurizio D’Ettore, anche se è passato l’anno scorso con FdI, dopo una breve stagione con Coraggio Italia, solo dieci giorni prima del voto. Troppo garantista, troppo scrupoloso, decisamente troppo a sinistra era il matematico e giurista Mauro Palma, in carica dal 2016, per un governo che lottizza anche l’aria. Ed ecco che, come anticipato da Repubblica, il consiglio dei ministri, ovviamente su proposta del ministro della Giustizia che già all’inizio di agosto aveva portato al Colle la terna dei nomi, sceglie D’Ettore come Garante.

Accanto a lui, su indicazione della Lega, ci sarà l’avvocata romana Irma Conti, un’onorificenza a Cavaliere del lavoro per le sue battaglie a favore delle donne. E, in quota M5S, il civilista palermitano Mario Serio, docente di diritto comparato, ex membro laico del Csm nel quadriennio 1998-2002, allora proposto da Forza Italia, ma oggi sponsorizzato dal senatore di M5S, ed ex pm e procuratore generale di Palermo e Caltanissetta, Roberto Scarpinato. Di Serio va ricordata la recente e durissima difesa proprio al Csm per la pm palermitana Alessia Sinatra, vittima delle avance dell’ex procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo, finita sotto processo disciplinare solo per essersi augurata, in chat con Luca Palamara, che Creazzo non fosse scelto come capo della procura di Roma. Una chattata tra amici che le è costata la punizione del Csm.

Ma la cronaca della scelta di D’Ettore, tutta politica, deve necessariamente partire dalla certa incompatibilità, allo stato degli atti, del neo Garante rispetto alle regole d’ingaggio stabilite dalla stessa legge istitutiva dell’ufficio. Perché questa regola dice che non può essere nominato Garante chi abbia già un lavoro nella Pubblica amministrazione. E D’Ettore, a Firenze, insegna all’università diritto privato. Quindi un’incompatibilità palese e piena. Già denunciata dalla responsabile Giustizia dei Dem Debora Serracchiani non appena Repubblica aveva annunciato la possibile terna alla fine di luglio. Un’unica variazione rispetto ad allora, la presenza dell’avvocatessa Irma Conti, non solo per “garantire” nel vertice del Garante anche una donna (oggi ce ne sono due, la vice Daniela de Robert ed Emilia Rossi), ma soprattutto per non affidare a un ottantenne, Carmine Antonio Esposito, ex presidente del tribunale di sorveglianza di Perugia e poi di Napoli, e consigliere comunale a Brusciano giusto nelle file dei meloniani, un incarico che necessita anche di verve fisica per i settimanali sopralluoghi previsti.

Nonostante il nome di D’Ettore fosse stato scelto da Nordio per il vertice dell’ufficio, nonché comunicato di persona al presidente Mattarella nel corso di un colloquio, allo stato non si ha notizia che il “professore” abbia fatto il passo indietro. Forse temendo un ostacolo alla sua nomina sta aspettando l’ultimo momento. Al sottosegretario meloniano alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, che ha seguito le ultime fasi della trattativa sui nomi, D’Ettore avrebbe assicurato che è disponibile non solo a mettersi in aspettativa per cinque anni, come chiede la legge, ma anche a lasciare definitivamente l’incarico.

Del resto essere nominativo Garante rappresenta una bella “presa”, un incarico della durata di ben cinque anni, rinnovabili per altri due. E a D’Ettore, nato a Napoli il 22 luglio 1960, non resta granché per essere pensionato. Quindi il “sacrificio” per ottenere un ruolo strategico come quello del Garante non è certo in perdita. Sarà lui l’uomo che, proprio in questo momento, non solo si occuperà delle carceri e della tuttora consistente catena di suicidi, ma anche dei Cpr e dei migranti. E proprio qui sta la fretta di sostituire Palma con D’Ettore. Meglio avere un proprio uomo laddove bisogna applicare una legge inumana come quella sui rimpatri e sulla detenzione nei “campi” fino a 18 mesi.