Italia Oggi, 30 luglio 2026
Accordo Anac-Cnel per l’inserimento nei bandi di clausole sociali per favorire l’occupazione di persone in stato di detenzione. Quote riservata nelle gare di appalto alle imprese e alle cooperative sociali il cui scopo principale sia l’integrazione sociale e professionale delle persone svantaggiate e, quindi, anche di detenuti ed ex detenuti. È l’obiettivo dell’accordo Anac-Cnel approvato ieri che prevede le clausole sociali da inserire negli atti di gara, così da favorire attraverso il lavoro la rieducazione e il reinserimento sociale delle persone sottoposte a una pena detentiva.
Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti potranno riservare l’esecuzione di lavori a quegli operatori economici che prevedano l’impiego, per lo svolgimento delle relative prestazioni, di almeno il 30% di lavoratori svantaggiati. Nel caso di ricorso ai contratti riservati, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti devono inserire nei bandi di gara o negli avvisi apposite clausole che esplicitamente contengano detta riserva di partecipazione o di esecuzione. Le clausole sociali volte all’inserimento lavorativo dei detenuti ed ex detenuti possano essere previste come requisiti necessari dell’offerta. La stazione appaltante o l’ente concedente potrà decidere di attribuire un punteggio all’offerta tecnica di un determinato operatore economico in misura proporzionale al numero di detenuti/ex detenuti che impiegherà nell’esecuzione dell’appalto.
Busìa: detenuti ed ex detenuti possono acquisire nuove competenze - “Abbiamo voluto mostrare concretamente come gli appalti non servano solo a costruire opere o a offrire servizi, ma anche a creare inclusione, aumentare il benessere collettivo e accrescere la sicurezza”, ha dichiarato il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), Giuseppe Busìa. “Introducendo negli atti di gara clausole che favoriscono l’inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti”, ha spiegato Busìa, “consentiamo alle imprese di trovare la manodopera di cui hanno bisogno e insieme offriamo a detenuti ed ex detenuti possibilità di acquisire nuove competenze, mettendole al servizio della collettività”.
Brunetta: serve un’azione mirata di formazione - “Con questa iniziativa trova ulteriore conferma l’impegno concreto del Cnel volto all’inserimento socio-lavorativo dei detenuti”, ha affermato il presidente del Cnel Renato Brunetta. “Sarà ora necessaria un’azione mirata di informazione rivolta agli operatori economici per far conoscere le opportunità previste e per favorire l’utilizzo delle clausole contrattuali indirizzate a garantire l’inclusione delle persone sottoposte a una pena detentiva”.










