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La Sicilia, 27 agosto 2026

Nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Ristretti in Agosto”, promossa dall’unione delle Camere Penali Italiane per mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita nelle carceri anche nei mesi estivi, il senatore del M5S Pietro Lorefice ha visitato ieri mattina la Casa Circondariale di contrada Balate, insieme a una delegazione della Camera Penale di Gela. Una tappa che, come sottolinea lo stesso parlamentare, assume un valore particolare in un momento in cui molte strutture detentive italiane affrontano livelli di sovraffollamento drammatici, in alcuni casi superiori al 150%, con condizioni di vita al limite della decenza. La realtà di Balate, invece, si presenta come un modello virtuoso. La struttura è in discreto stato, gli spazi risultano dignitosi e sono attive diverse iniziative formative rivolte ai detenuti. Un elemento centrale è l’attenzione al reinserimento sociale un pilastro imprescindibile del sistema penitenziario.

Fondamentale, in questo percorso, è il contributo dei volontari che ogni giorno mettono a disposizione tempo e competenze per costruire opportunità concrete oltre la pena. Il senatore, pur riconoscendo gli aspetti positivi riscontrati, ribadisce che non si possono ignorare le criticità diffuse nel sistema carcerario italiano. Proprio per questo, conoscere da vicino le realtà che funzionano deve spingere le istituzioni a pretendere che dignità, diritti, formazione e lavoro siano garantiti ovunque, senza eccezioni. “Il carcere non può essere soltanto un luogo di pena - afferma - ma deve offrire la possibilità di tornare nella società con strumenti nuovi e una prospettiva diversa”.

“La visita a Balate - conclude Lorefice - conferma una certezza: quando istituzioni, operatori, volontari e comunità collaborano, il reinserimento non è solo un principio sulla carta, ma una possibilità concreta”. Comprendono rilievi acustici e magnetometrici del fondale, videoriprese subacquee e campionamenti di acqua e sedimenti. Si tratta di una fase preliminare indispensabile per definire il tracciato della futura condotta e verificare la compatibilità ambientale dell’opera, che dovrà garantire un approvvigionamento costante di acqua marina al dissalatore.

L’impianto, attualmente operativo con un modulo mobile da circa 96 litri al secondo, è destinato a essere potenziato fino a 192 litri al secondo, diventando uno dei pilastri del piano regionale per fronteggiare la crisi idrica. Al termine dei rilievi, Siciliacque potrà procedere alla progettazione esecutiva e alle successive autorizzazioni, passaggi necessari prima dell’avvio dei lavori di posa della condotta, considerata strategica per migliorare la disponibilità idrica nel territorio gelese.