sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

La Sicilia, 21 giugno 2020


Il racconto in prima linea di Carlo Varchi che ha dedicato l'elaborato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un'esperienza di volontariato condotta all'interno del carcere di Balate diventa oggetto della tesi conclusiva di un master dell'Università di Catania e riscuote un notevole successo tanto che il suo autore, il dott. Carlo Varchi, che è anche il protagonista dell'iniziativa di volontariato, ottiene il massimo dei voti cioè 110 e la lode.

Un risultato prestigioso che Varchi, commerciante e psicologo, impegnato da sempre nell'associazionismo, ha centrato ieri, giorno in cui si è concluso il master di II livello in Psichiatria e psicologia forense presso l'Università degli studi di Catania per 24 futuri Ctu cioè i delegati del giudice. Tra i partecipanti al master, svoltosi per un anno al Policlinico di Catania, c'erano funzionari di polizia, dirigenti delle R.e.m.s., psicologi, medici legali, avvocati ed educatori. I corsisti, selezionati attraverso un bando a numero chiuso, hanno tutti superato l'anno accademico con successo.

Il corso, altamente professionalizzante, ha visto toccare discipline che vanno dal campo clinico a quello investigativo-criminologico. I corsisti si sono cimentati su questioni delicate come l'ambito forense, la capacità di relazionare in equipe multidisciplinare toccando argomenti legati alla pericolosità sociale, incapacità di intendere e volere, incompatibilità carceraria, capacità genitoriale nonché interfacciarsi con i Tribunale di riferimento in varie indagini di cui sono delegati.

La parte sperimentale della tesi dal titolo "La funzione rieducativa della pena e l'importanza del volontariato in carcere" è stata l'esperienza che il dott Varchi ha condotto all'interno del carcere di Balate l'estate scorsa. Agli ospiti del penitenziario è stato proposto un programma per la creazione di un orto e di un'area attrezzata per i colloqui in presenza di bambini.

Dalla semina, alla decorazione dei vasi all'abbellimento dello spazio interno al carcere: tanti momenti descritti nella loro valenza educativa ma anche ai fini rieducativi. E dulcis in fundo il raccolto dei prodotti seminati nell'orto da usare nella cucina del penitenziario.

Tutti passaggi che Varchi descrive con naturalezza per averli vissuti dal momento della progettazione a quello della realizzazione. Peraltro sono circa 10 anni che opera nell'ambito del volontariato in carcere a cominciare dalla collaborazione con il Garante dei diritti dei detenuti.

L'attività di volontariato descritta nella tesi si sostanzia come un progetto pilota nel campo della rieducazione dei detenuti e del loro reinserimento sociale, tema quanto mai attuale in questo particolare momento del dibattito politico nazionale.