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di Marco Lignana

La Repubblica, 13 ottobre 2025

Le parole di Fabio Pagani, segretario ligure Uilpa Polizia Penitenziaria, dopo gli arresti di una delle “bande del crack” nei vicoli di Genova: “Una barbarie”. La madre entrata in carcere con la figlia, entrambe saranno trasferite a breve. “Una bambina di un anno e mezzo è finita tra i detenuti nel carcere di Genova Pontedecimo perché sua mamma è stata arrestata. Lo sguardo di quella bambina rappresenta una stilettata al cuore, l’umiliazione della coscienza e la rabbia di essere inerme di fronte a tale inciviltà, faccio un appello ai politici perché questa barbarie dei bambini in carcere abbia immediatamente a cessare”.

Le parole sono del segretario regionale della Uilpa Polizia Penitenziaria Fabio Pagani, che definisce “uno strazio” la presenza dei bambini in carcere. Nei prossimi giorni la donna insieme alla bambina saranno trasferite a Torino, nell’Istituto a custodia attenuata per detenute madri. Nel frattempo, la piccola è stata portata nel nido dell’istituto penitenziario femminile del ponente genovese.

Proprio la bimba compare in diverse immagini acquisite dalla polizia locale nell’indagine su una delle cosiddette “bande del crack” del centro storico, che venerdì scorso ha portato in carcere 16 persone: 10 sono finite a Marassi, 6 ad Alessandria e una donna, appunto, a Genova Pontedecimo.

Perché per i suoi genitori, di nazionalità senegalese, la loro figlia, nata a inizio 2024, non è mai stata un impedimento per un’attività di spaccio che gli inquirenti ritengono “imprenditoriale”. Quando la madre teneva la neonata in braccio con una mano, con l’altra intascava le banconote e poi porgeva le palline di crack ai clienti. A volte, per facilitare l’operazione, posava la piccola sul bancone di un ristorante. Ma capitava anche che la piccola fosse in braccio a chi comprava la droga, addirittura nel momento in cui si nascondeva le palline termosaldate ripiene di crack in bocca.