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di Marco Lignana

La Repubblica, 13 agosto 2025

La presidente ligure Fabiana Cilio: “Occorre ri-calendarizzare urgentemente la proposta di Giachetti volta ad ampliare i benefici della liberazione anticipata”. In visita anche la pm Francesca Rombolà e la presidente dei gip Nicoletta Guerrero. Il caldo si fa sempre più soffocante mano a mano che si salgono i piani. E di ventilatori, che pure sono stati comprati da più parti, se ne vedono davvero pochissimi. In questi giorni di caldo torrido, di bollini rossi, di stop ai lavori all’aperto, il carcere di Marassi è più inferno del solito. Al sovraffollamento cronico si uniscono gli effetti della temperatura insopportabile.

Così ieri mattina una delegazione è andata in visita a uno degli istituti penitenziari più vecchi d’Italia: nel sopralluogo, organizzato dalla Camera penale italiana, insieme alla presidente ligure Fabiana Cilio e al segretario Nicola Scodnik, c’erano anche la a presidente della sezione gip del tribunale di Genova Nicoletta Guerrero e la sostituta procuratrice Francesca Rombolà. A dimostrazione della consapevolezza anche da parte degli uffici giudiziari delle difficili condizioni di vita e di lavoro dei detenuti e degli agenti di polizia penitenziaria.

“Abbiamo voluto dare un segno di attenzione e vicinanza da parte dei penalisti rispetto a tutte le problematiche penitenziarie - spiegano gli avvocati Cilio e Scodnik - mettendoci anche a disposizione per contribuire fattivamente con la nostra associazione per cercare di costruire quell’indispensabile ponte ideale tra il carcere ed il mondo esterno”. Non c’è, naturalmente, soltanto il problema caldo. in un carcere che ospita 675 detenuti di cui oltre la metà stranieri: “Si tratta - dicono gli avvocati - di un istituto del tutto inadeguato a dare risposte in termini di rispetto dei diritti dei detenuti che soffrono condizioni di vita per la più parte inaccettabili, che molto spesso sono all’origine di pericolosi conflitti sociali come anche i recenti episodi accaduti a Genova hanno dimostrato, nonostante gli sforzi del personale amministrativo e degli operatori della polizia penitenziaria che si trovano a convivere con risorse economiche assai limitate che non consentono di poter garantire ai detenuti di vivere dignitosamente il loro percorso “dietro le sbarre”.

E in effetti a lavorare fuori dal carcere sono soltanto in due, mentre un’altra ventina svolge attività all’interno di Marassi. Per il resto, zero impegni. La proposta concreta della Camera Penale è la ri-calendarizzazione urgente della proposta di legge presentata da Roberto Giachetti, volta ad ampliare in via straordinaria i benefici della liberazione anticipata per le persone detenute.

A Repubblica, lo stesso Giachetti ha spiegato: “Ci sono due numeri che fanno paura: il sovraffollamento carcerario e l’organico sottodimensionato della polizia penitenziaria. E poi al di là delle condizioni inumane e degradanti nelle quali vivono i detenuti è la paralisi del sistema a preoccupare, dalla carenza di assistenti sociali a quella degli psicologi. Si fa fatica a garantire addirittura l’ora d’aria, che dovrebbe essere un diritto per persone che magari stanno in cella 18 ore al giorno. E invece certe volte è compromessa dal fatto che essendoci pochi agenti di custodia, non riescono col sovraffollamento a garantirla a tutti. È una situazione che obiettivamente sta esplodendo”.