genovatoday.it, 15 maggio 2026
Due progetti che connettono teatro, sostenibilità e creatività porteranno le donne della sezione femminile fuori dalla casa circondariale, coinvolgendo la città in un percorso di inclusione, formazione e riscatto sociale. Fondazione Carige rafforza il proprio impegno sul reinserimento sociale mettendo in campo due nuovi progetti con al centro le detenute della sezione femminile della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo. Il progetto più ampio e su rete nazionale che fa da cornice all’appuntamento teatrale genovese è “Per Aspera ad Astra”.
Il percorso sostenuto dalla Fondazione Carige in sinergia con il Teatro Nazionale di Genova culminerà il 25 maggio con la rappresentazione di “Alice Underground”, spettacolo che - dopo essere stato presentato negli spazi della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo - arriva adesso al Teatro Gustavo Modena con una replica straordinaria aperta a tutta la città (alle ore 18:30).
Inoltre, il progetto artistico e ambientale “Trame Sospese”, che porterà a Palazzo Ducale, il 15 e 16 maggio, una mostra realizzata dalle detenute attraverso laboratori creativi basati sul recupero dei materiali e sull’economia circolare. “Per Aspera ad Astra”, progetto nazionale di Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio), realizzato e promosso a livello locale da Fondazione Carige in sinergia con il Teatro Nazionale di Genova e con la regia di Elena Dragonetti, ha coinvolto dodici detenute in un laboratorio teatrale intensivo fondato sulla recitazione e sull’espressione corporea. Un percorso intenso e articolato che non si è limitato all’esperienza attoriale, ma che ha permesso alle partecipanti di confrontarsi anche con i mestieri artigianali del teatro, dalla realizzazione di scenografie e costumi fino al lavoro di squadra necessario per costruire uno spettacolo. Accanto al teatro, Fondazione Carige ha scelto di sostenere e accompagnare anche “Trame Sospese”, progetto ideato dallo scrittore Roberto Baghino e sviluppato dalla Cooperativa Sociale Il Biscione con il coinvolgimento di Amiu. Dodici detenute sono state coinvolte in un laboratorio artistico e ambientale che intreccia sostenibilità, manualità e riflessione sul concetto di “scarto”, trasformando materiali di recupero in opere creative e simboli di rinascita personale.
Il presidente di Fondazione Carige, Lorenzo Cuocolo afferma: “Quest’anno abbiamo scelto di dedicare attenzione alla Casa Circondariale di Pontedecimo, offrendo alle detenute percorsi di teatro, arte e creatività. Queste esperienze hanno favorito relazioni, competenze e fiducia. Il fatto che uno spettacolo nato in carcere arrivi al Teatro Modena o che opere delle detenute vengano accolte a Palazzo Ducale rappresenta un dialogo tra dentro e fuori, avvicinando mondi lontani”. Paola Penco, direttrice della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo, aggiunge: “Presentiamo due iniziative che uniscono lavoro e arte. Questi risultati sono possibili grazie alla Fondazione Carige, al Teatro Nazionale di Genova, alla regista Elena Dragonetti e allo scrittore Roberto Baghino. Un ringraziamento particolare va anche al personale della Casa Circondariale, la cui dedizione trasforma il carcere in un’opportunità di inclusione”.
Con il sostegno di Regione e Comune - I due percorsi attivati da Fondazione Carige, in collaborazione con la Casa Circondariale di Genova Pontedecimo, possono contare anche sul sostegno istituzionale degli enti locali, in primis Regione Liguria e Comune di Genova. Il presidente del Consiglio regionale della Liguria, Stefano Balleari commenta: “Come istituzioni, riteniamo fondamentale sostenere esperienze concrete che favoriscano il riscatto sociale e contribuiscano a costruire una società più coesa, solidale e attenta a non lasciare indietro nessuno”. Emilio Robotti, assessore alla Mobilità Sostenibile del Comune di Genova aggiunge: “Abbiamo voluto essere presenti accanto a questi progetti perché rappresentano esempi concreti di come cultura, arte e partecipazione possano creare connessioni tra il carcere e la città. È importante che le istituzioni sostengano iniziative capaci di promuovere inclusione, responsabilità e reinserimento sociale, offrendo alle detenute occasioni reali di crescita personale e di dialogo con il territorio










